Oggi 4 aprile, cinquantanni fa, Martin Luther King veniva assassinato a Memphis, negli Stati Uniti. Gli USA restano ancora un paese di grande violenza in tutti i campi.
I have a dream dimora una delle frasi più citate, cantate, recitate al mondo. C’è da chiedersi come mai il sogno di Martin Luther King continua ad essere così sentito, vissuto, diffuso?
Le tesi primatiste dei bianchi sulle altre popolazioni sono nuovamente in auge negli USA di Trump e non riesco a capire perché nessun governo al mondo, nemmeno in seno all’UE, prenda posizione chiara e netta contro l’attuale governo degli Stati Uniti, specie in occasione del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo! È mai possibile che sporchi interessi politici, economici e militari a corto termine  – la cosiddetta realpolitik – debba ancora una volta prevalere sulla dignità e la giustizia?
Da noi fanno sempre parte della classe dirigente politica del “civile” popolo italiano personaggi quali l’ex-vice presidente del Senato Calderoli, che osò paragonare ad un orango l’allora ministra per l’integrazione del governo italiano di origine congolese, Cécile Kyenge. In queste settimane, un certo Salvini pretende addirittura di divenire primo ministro dell’Italia pur gridando “zero immigrati nel nostro paese”!
Detta gentaglia sarà sempre parte della classe dirigente italiana fintantoché milioni di persone nel nostro Paese continueranno a ritenere che una persona di pelle nera o di altro colore non bianco non sia una persona di uguale dignità.
I have a dream“; l’articolo 1 della Déclaration des droits de l’homme et des citoyens del 1789 (rivoluzione francese) “Les hommes naissent et demeurent libres et égaux en droits“; l’articolo 1 della Dichiarazione Universale  dei Diritti dell’Uomo dell’ONU del 1948 “Tutti gli esseri umani nascono liberi ed eguali in dignità e diritti“. 
 
Il sogno vincerà.
Riccardo Petrella 
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