A proposito di proposte alternative al sistema dominante.
La settimana scorsa, il 23 novembre, sono stato invitato ad intervenire all’Incontro Internazionale di Organizzazioni Sindacali sul lavoro ed il suo futuro promosso dal Dicastero dello Sviluppo Umano della Santa Sede a Roma (Aula Nuova del Sinodo) in presenza del Card. Tuckson e presieduto da padre Carlos Accaputo, argentino. C’erano più di 250 sindacalisti delle varie regioni del mondo, in prevalenza latino-americani. Per l’Italia sono intervenute la Signora Furlan (CISL) e la Signora Camusso (CGIL).
 A me è stato chiesto di parlare di un un nuovo paradigma di sviluppo per il XXI° secolo. Ho centrato il mio intervento sui temi chiave del libro “Nel nome dell’umanità” ed  ho proposto , in particolare, le tre iniziative seguenti (vedere in allegato il testo utilizzato come guida dell’intervento):
– di lottare contro il diritto di proprietà intellettuale privata sul vivente (“brevettabilità del vivente”), legalizzata nel 1980 dalla Corte Suprema degli Stati Uniti e poi da una direttiva europea del 1998, e contro la monetizzazione della natura decisa al Terzo Vertice Mondiale della Terra (2012). Ho sostenuto  che non ci sarà mai riappropriazione della dignità del lavoro e dell’autonomia del senso del lavoro  e delle sue finalità se i sindacati lasciano il controllo del vivente in mano agli azionisti delle imprese multinazionali dell’agro-chimica e dell’industria farmaceutica .
– di creare il Consiglio di Sicurezza dei Beni comuni pubblici mondiali, cominciando  con l’acqua, le sementi e la conoscenza. In assenza di questa misura, sarà difficile “immaginare” uno sviluppo alternativo al modello dominante.
– di rilasciare  a ciascun essere umano una Carta d’Identità Mondiale digitalizzata a titolo di Abitante della Terra. Se i sindacati iniziassero a rilasciare una tale carta  alle decine di milioni di iscritti ai sindacati del mondo intero (trasferendo evidentemente tutti i dati alle autorità pubbliche, per esempio all’ONU) cio’ potrebbe generare un’ondata simile da parte di tante altre organizzazioni della società civile .
Le reazioni della sala sono state positive.
Allegato
  

Alla ricerca di un «patto sociale» fra tutti gli abitanti della Terra. Alcuni spunti
Riccardo Petrella (*)

Abstract

A. Principi e regole del patto guerriero che ha fallito

1. La vita

La condizione umana oggi è lungi dal rispondere ai valori affermati nelle costituzioni della stragrande maggioranza degli Stati del mondo e dei principi fondatori dell’Organizzazione delle Nazioni Unite. Le società umane sono sempre di più ineguali in termini sociali, economici e politici al loro interno e fra loro a causa non solo di una economia ingiusta e violenta fatta per i più forti, i più predatori, ma anche di una società dominata dal culto della sopravvivenza via la conquista, la guerra, il dominio. In questo contesto, la scienza e la tecnologia sono messe al servizio della sfruttamento delle risorse per la produzione della potenza e dell’arricchimento dei dominanti. Il loro obiettivo non é la vita e il diritto alla vita di tutti gli esseri umani né la salvaguardia e cura della vita delle altre specie viventi del pianeta Terra (vedi i disastri ecologici globali e gli alti livelli di « rischio esistenziale » raggiunti da migliaia e migliaia di specie viventi e da interi eco-sistemi quali foreste, fiumi, laghi, ghiacciai, le città…).

Il sistema oggi dominante non promette di mettere fine alla guerra. Anzi annuncia che le guerre dell’acqua, dei semi, degli algoritmi, dei terreni fertili, dei farmaci, delle università….si moltiplicheranno e saranno ancor più dure di quelle del passato. Né promette di arrestare la corsa alla tecnologizzazione sempre più potente della guerra perché già ora il settore della guerra rappresenta uno dei principali settori economici più redditizzi e « portatori di crescita economica » dopo il settore informatico e dei medicinali.

2 Le regole

L’economia (oikos nomos) riguarda le regole del luogo di vita, « le regole dalla casa ». Oggi le regole che dominano sono: mercificazione di ogni forma di vita, il valore delle cose è determinato dallo scambio « commerciale » misurato in termini monetari (il prezzo). Questo definisce l’utilità di un bene e/o di un servizio datagli dai soggetti economici, pubblici, privati, individuali, collettivi. Il valore aumenta in funzione della rarità e della desiderabilità del bene/servizio. Rivalità ed esclusione determinano l’accesso, l appropriazione e l’uso dei beni e dei servizi in funzione dell’ottimizzazione del valore creato dal bene/servizio. La competitività sui mercati detti « liberi » è il principio di selezione dei beni e servizi che valgono e dei soggetti che possono sopravvivere e possedere. Tutto è risorsa (comprese le « risorse umane ») per l’ottimizzazione del rendimento per il capitale esistente o da creare. Nell’economia odierna non vi sono diritti. Il solo diritto ammesso è il diritto di proprietà privata e connessa libertà d’investimento e di uso. Il principale motore che dà energia alla competitività è la sopravvivenza della proprietà/ricchezza acquisita/conquistata sui mercati sempre più globalizzati. A tal fine, il ruolo decisivo maggiore è svolto dall’innovazione tecno scientifica e manageriale oramai in prevalenza sotto il controllo di potenti soggetti «industriali» e finanziari mondiali privati.

La politica riguarda l’insieme delle regole concernenti le relazioni tra i membri della polis (la «città») e tra i sistemi di città (gli Stati). L’architettura e l’ingegneria della politica sono oggi ( da più di due secoli) centrate sulla sovranità « nazionale » degli Stati e sulla sicurezza «nazionale». Nessun altro soggetto « politico » ha poteri sovrani superiori agli Stati «nazionali» (eccezion fatta per altri soggetti costruiti dagli Stati cui questi delegano competenze e poteri « sovranazionali (via Trattati, convenzioni, istituzioni…). Anche in questo caso, il principio dominante resta l’idea che la politica del mondo – le regole del vivere sociale su scala mondiale – deve fondarsi sul multilateralismo interstatale intergovernativo. In questi ultimi quaranta anni abbiamo assistito al rafforzamento del multilateralismo ineguale (fra inuguali) anche perché vi è stato un forte processo di privatizzazione del potere politico pubblico a favore di soggetti privati , quali le imprese multinazionali e i mercati finanziari globalizzati. Si pensi alle grandi ondate di liberalizzazione, deregolamentazione, privatizzazione, finanziarizzazione della quasi totalità dei beni e servizi comuni pubblici perché essenziali ed insostituibili per la vita ed il vivere insieme (acqua, energia, alloggio, suolo urbano, trasporti collettivi, educazione, sanità, sicurezza sociale, servizi civili…) eccezion fatta per la difesa, la polizia, la magistratura (per il momento)… Il tutto si è tradotto in un indebolimento considerevole della democrazia rappresentativa nazionale (quella inter-nazionale è stata finora insignificante) a detrimento anche delle poche forme di democrazia diretta e delle forti tradizioni di democrazia locale.

3. Alcuni «indicatori» del fallimento del patto guerriero

Uno studio pubblicato su Science news (gennaio 2015) ha mostrato che 4 miliardi di persone vivono in zone ad elevata scarsità di acqua potabile ed accesso irregolare, non continuo e qualitativamente insufficiente per la vita, allorché nel 1981 lanciando il primo decennio internazionale dell’acqua, l’ONU aveva affermato che tutti gli esseri umani avrebbero dovuto avere accesso all’acqua potabile nel 1991. Questo obiettivo è stato spostato al 2030 nella nuova agenda mondiale dell’ONU sui 17 obiettivi dello sviluppo sostenibile 2030 ;
Ad ad un ritmo di circa 5000 bambini al di sotto dei sei anni morti ogni giorno per malattie dovute all’assenza di accesso minimo vitale all’acqua potabile, abbiamo registrato negli ultimi venti anni la morte di circa 40 milioni di bambini ;
Secondo il rapporto 2016 di Oxfam International sulle inuguaglianze nel mondo , 62 persone possedevano nel 2015 la stessa quantità di ricchezza monetaria della metà della popolazione mondiale più povera;
Quasi 30 % delle transazioni finanziarie effettuate nelle principali borse del mondo sono dette ad alta frequenza, cioè al millionesimo di secondo. La finanza non ha più tempi umani. E’ fuori dalle relazioni umane;
Nel 2015, la fortuna personale di Bill Gates aumento’ di 15 miliardi di dollari USA ,senza alcun lavoro da parte sua ma a seguito dell’aumento del valore delle azioni di Microsoft da lui possedute. In Italia, un insegnante di scuola elementare guadagna dopo dieci anni di attività circa 1.500 euro netti mensili, cioè 18.000 euro l’anno. Il che significa che ci vuole un lavoro di un anno di circa 940.000 insegnanti (o 940.000 anni di lavoro per un insegnante) per giungere allo stesso guadagno, senza lavoro, di Bill Gates Si tratta di cifre senza senso, fuori di senso, contro senso.

B. Principi e regole del «patto sociale» da costruire fra tutti gli abitanti della Terra

1. La vita

Nella logica del « patto sociale », l’imperativo di base cui l’umanità deve rispondere è la salvaguardia e la promozione della sicurezza di esistenza di tutti gli esseri umani e delle altre specie viventi. L’imperativo significa assicurare il rispetto dei due processi fondamentali della vita: la rigenerazione e la diversificazione. L’umanità è il destinatario primario dell’imperativo perché gli esseri umani hanno preso coscienza negli ultimi decenni di tre realtà: primo, che tutti gli esseri umani fanno parte di una stessa specie vivente, la specie umana, l’umanità ; secondo, che la specie umana, l’umanità, pur essendo distinta dalle altre specie viventi fa parte dell’evoluzione e della storia della stessa comunità globale della vita sulla Terra; e terzo, che fra tutte le specie viventi , l’umanità è la sola specie capace di distruggere la vita della Terra nella sua integrità. Da qui, la presa di coscienza di essere la sola specie vivente che può e deve assumere la responsabilità della cura e della salvaguardia dell’esistenza della vita globale.

Nell’esercizio di questa responsabilità, l’umanità deve farsi guidare da sei principi ispiratori: il principio di vita strictu senso (la vita è un valore assoluto in sé, per questo occorre abolire la legalità della brevettabilità del vivente a titolo privato e a scopo di lucro), il principio della giustizia (in tutte le sue declinazioni.Le società ingiuste creano il dominio, la violenza, l’esclusione), il principio dell’eguaglianza di tutti gli esseri umani rispetto ai diritti e doveri (nessuna ineguaglianza rispetto ai diritti é tollerabile o eticamente accettabile. L’accaparramento delle acque e delle terre è inammissibile, come lo è la monetizzazione della natura), il principio della cittadinanza (nessuno è clandestino sulla Terra. Occorre instaurare la Carta d’Identità Mondiale), il principio della democrazia (tutti devono essere protagonisti diretti delle decisioni relative alla vita ed al vivere insieme), il principio della pace (la guerra non risolve nessun problema. Mettere fuori legge la produzione delle armi ed il loro commercio)

2. Le regole

L’umanità non esiste in quanto soggetto giuridico e politico dotato di diritti, doveri e responsabilità. Pertanto, la priorità assoluta deve essere data a quei processi che consentono di dare gradualmente forma concreta e competenze e poteri effettivi, reali, all’umanità in quanto attore chiave della regolazione politica, economica, sociale e culturale della vita e del vivere insieme a livello planetario. Ciò in complementarietà e sussidiarietà agli altri attori esistenti ai vari livelli dell’organizzazione della vita delle comunità umane.

Tre i processi necessari:
-processi di coscientizzazione e di allerta : si propone l’organizzazione di « Agoras degli abitanti della terra » e di « Agoras delle agenda dell’umanità » , sulla falsariga anche, per esempio, degli incontri promossi da Papa Francesco con i movimenti sociali e l’adozione di una «  Carta dell’Umanità. Dalla Carta della Terra alla Carta della Vita » (primo pezzo di un processo costituente dell’umanità);
-processi di riconoscimento e sperimentazione: la priorità deve essere data alla costituzione del Consiglio di Sicurezza dei Beni Comuni Pubblici Mondiali , riconoscendo come primi beni comuni pubblici mondiali l’acqua, le sementi, la conoscenza e concepire un sistema finanziario pubblico appropriato (vedi sotto). Su questa base promuovere una nuova economia locale e planetaria del lavoro e delle produzione di beni e servizi essenziali alla vita ed al vivere insieme nella giustizia, nel rispetto dei diritti e della dignità, e la salvaguardia dell’integrità della vita sulla Terra;
-processi d’istituzionalizzazione e di valutazione : fra questi, la ratifica del trattato internazionale d’interdizione delle armi nucleari approvato il 7 luglio 2017 da 122 Stati dell’ONU; la ri-invezione delle banche di risparmio e di credito pubbliche locali e la creazione di un Consiglio Monetario dell’Umanità sotto la responsabilità dei poteri pubblici. Organizzazione di un referendum mondiale sull’umanità, al fine di valutare il livello di coscientizzazione e di desiderabilità in seno all’opinione pubblica mondiale relativamente all’istituzionalizzazione dell’umanità in quanto attore chiave della regolazione mondiale.

3. Come?

Valorizzando e basandosi su quanto già in atto ad opera della società civile e da parte di alcuni governi e  organizzazioni internazionali intergovernative e non governative in particolare in tre campi: la mobilitazione per la messa al bando della guerra, di tutte le guerre la lotta contro i fattori strutturali generatori dei processi d’impoverimento nel mondo ( per un sistema di sicurezza sociale generale plurale, decentralizzata, al di là dell’urgenza, della compassione e e dell’assistenza caritatevole) la trasformazione radicale dell’attuale sistema finanziario dominante (inefficace, instabile, speculativo, predatorio, ingiusto, disumano, criminale…).

(*) Professore emerito dell’Università Cattolica di Lovanio (B). Promotore dell’Iniziativa Internazionale «Dichiariamo Illegale la Povertà» (DIP). Autore (ultimo libro) di Nel nome dell’umanità. Un patto sociale mondiale per tutti gli abitanti della Terra, Edizioni Il margine, Trento, ottobre 2017

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