Amici e attivisti di Rovereto e del Trentino festeggiano oggi Alex Zanotelli per la sua presenza sul territorio locale. Ci associamo alla festa degli amici di Alex a Rovereto. 

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Alex Zanotelli. Un inno alla fraternità

Festeggiare significa esprimere e condividere con altri la grande energia emotiva suscitata in noi da un avvenimento che ha marcato la nostra storia individuale (il primo salario/stipendio, la nascita di un/a figlio/a …) e collettiva (la liberazione nazionale, la vittoria di campionato della squadra locale, una stagione estiva conclusasi bene per una cittadina di montagna …).

La festa è sempre «eccezionale», perché sovente è unica, per qualcosa che non si ripete, che «fissa»la vita in un luogo, in un tempo, pur restando parte del grande scorrere della vita. È «eccezionale» perché esalta ed esulta fenomeni di portata fuori norma, e per questo,la gioia che l’accompagna é anch’essa eccezionale. Si può così dire che non ci sono «grandi» e «piccole feste nè grandi e piccoli personaggi festeggiati».

Quando si pensa a Alex Zanotelli, che compie oggi 80 anni, nessuno pensa a un grande personaggio, potente forte, ricco, di quelli di cui si occupano i giornali «People». Alex è «solo» un padre missionario comboniano, che vive a Napoli in un appartamentino ai piani alti senza ascensore di una vecchia casa del quartiere popolare della vecchia città.

La gioia che a migliaia sentiamo nel festeggiarlo è una gioa di grande amicizia e di grande rispetto (non solo ammirazione) per quel che Alex rappresenta di forte, bello, giusto e buono sul piano umano e dell’amore della vita per tutti, dei diritti universali alla dignità umana. La gioa è eccezionale perché Alex rappresenta un inno potente (talvolta anche attraverso gridi di rabbia contro i potenti) alla fraternità che ha cantato e continua a cantare nelle strade e piazze d’Italia, per più di venti anni in Africa, e nuovamente nel nostro Paese da circa venti anni a partire da Napoli.

Ho il privilegio di condividere con lui da anni l’impegno per il diritto umano all’acqua, del diritto dell’acqua alla vita e dell’acqua bene comune pubblico mondiale.

 

Riccardo Petrella,in nome anche degli amici di «Dichiariamo Illegale la Povertà» e del Gruppo internazionale promotore di «L’audacia nel nome dell’umanità»

Bruxelles, 8 luglio 2018

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