Capo dello Stato, Ministri del Governo, Parlamentari del M5S, reagite! Beppe, dove sei? Perché non gridi come sai fare tu? 

Il Barbaro ha deciso di mettere fine all’esperienza giudicata anche dalle istituzioni dell’ONU e dalle più importanti ONG umanitarie come il modello più significativo degli ultimi anni a livello mondiale in materia di accoglienza degli immigranti. Inutile discutere se ci sono o no piccoli o macroscopici motivi di irregolarità amministrativa tali da ‘giustificare” una decisione così grave – l’allontanamento di più di 1.700 migranti da Riace per essere “rilocalizzati” altrove in Italia -, con tutti i problemi, le difficoltà e i drammi che possiamo facilmente immaginare. Ci manca poco per parlare della prima “deportazione” ai nostri giorni in Italia del popolo degli immigrati. Non si tratta di uno spostamento massiccio di popolazione a causa della costruzione di una grande diga né a causa di un disastro ambientale o di guerra o di persecuzione religiosa. Si tratta di uno spostamento di migliaia di persone per motivi razziali, di classe, di xenofobia, di disprezzo per i diritti delle persone che non sono “cittadini” italiani . Guai a considerare la decisione del Barbaro come un incidente limitato dovuto all'”estremismo” delle idee razziste e fasciste professate dalla Lega. Il Barbaro deve essere destituito. La sua decisione è un atto infame, vergognoso, indegno non solo di un ministro della Repubblica italiana ma di qualsiasi cittadino, di qualsiasi persona.

Il governo italiano deve liberarsi da un tale personaggio, che non fa altro che dire “io vado avanti”, anche quando compie atti politici incostituzionali di chiara violenza razziale e xenofoba. La forza del Barbaro non sta nelle sue capacità di decisione ma nella debolezza degli altri poteri che non lo fermano, che non gli sbarrano la strada, che non lo cacciano fuori dal governo, e nell’adesione alle sue idee di una frangia importante degli Italiani, come è già accaduto per la “forza” di Berlusconi.

Non c’è alcuna scusa “istituzionale” che possa giustificare un’assenza di reazione da parte del Presidente della Repubblica. Egli è il garante dei principi costituzionali e dei diritti umani in Italia. Se il M5S non si dissocia dalla decisione ma lascia fare invocando l’esistenza di irregolarità amministrative o della necessità di attendere la sentenza del TAR sul ricorso presentato dal sindaco di Riace, i suoi dirigenti e membri diventeranno complici della “deportazione”. Beppe, dove sei? Spero domani sentirti gridare nelle strade e dappertutto in Italia, con l’energia e la passione che ti conosciamo, contro il decreto ministeriale. Ho avuto l’onore ed il piacere di beneficiare della tua stima e fiducia per quanto riguarda l’importanza primaria da te data, e poi dal Movimento, all’acqua pubblica, all’acqua bene comune, al diritto universale all’acqua. Mi farebbe veramente un grande piacere ritrovarmi con te nelle piazze, come abbiamo fatto per l’acqua, per gridare l’opposizione a ogni forma di violenza e di rigetto dell’altro, dell’essere umano. Se sei d’accordo, vengo subito.

Riccardo Petrella

 

Murales_a_Riace_marina

Si ringrazia per l’immagine “Murales a Riace marina.jpg” Wikimedia Commons

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