A proposito dei leaders mondiali di fronte al disastro climatico.

Credo che la rabbia con la quale Greta Thunberg è intervenuta ieri, il 23 settembre, al vertice straordinario indetto dall’ONU ed ha accusato i leaders mondiali di  essere dei ladri e di mentire,  indica, a mio parere, la cosa seguente. La giovane svedese si sta rendendo conto che gli onori eccezionali di cui è destinataria da mesi senza essere pero’ accompagnati da altrettanto eccezionali azioni di cambiamento reale visibile, lascia pensare ad una grande beffa in corso da parte di detti leaders. Mi sembra che questa impressione/convinzione sia piuttosto giustificata. Pensiamoci: : tra il 19 e il 22 settembre, negli stessi giorni delle manifestazioni multimilionarie dei Fridays for the Future in centinaia di grandi città del mondo, i media mondiali hanno dato un enorme rilievo alla presenza all’ONU  della giovane  svedese ma non hanno dato alcun peso né attenzione ai lavori e all’appello finale pubblico del giorno precedente, il 22 settembre, sul clima ed il pianeta da parte di 40 premi Nobel della pace riuniti a Yucatan nel Messico. Si può dire quello che si vuole ma la realtà è che delle parole e delle proposte di 40 Premi Nobel della Pace i leaders mondiali se ne infischiano altamente, non essendo sostenuti da alcun movimento  popolare mondiale. Al contrario, stanno tentando di recuperare e neutralizzare la forza dirompente di decine di milioni di persone (non solo giovani) che infiammate da una piccola 16enne minuta e fragile non hanno l’aria di voler smettere di scendere in piazza, anzi promettono di  intensificare le loro proteste e richieste. Ora, è evidente che le dichiarazioni, gli impegni e le promesse che i leaders stanno facendo non cambieranno molto la situazione. Il problema non è perché sono “cattivi”. E’ perché i potenti non potranno, da soli, che adottare misure che non lederanno i loro interessi ed i loro poteri. Sono convinto che Greta Thunberg se ne stia accorgendo. E’ fondamentale che si continui a batterci per promuovere l’audacia nel nome dell’umanità e della vita.  

Riccardo Petrella, Bruxelles, 24 settembre 2019

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