In un recente incontro a proposito della Carta d’Identità Mondiale “Abitante della Terra”, il Sindaco di Trento,  Alessandro Andreatta,  ha espresso il suo favore all’iniziativa dicendo che essa ci fa “passare dall’io ridotto al noi allargato“. Formidabile. Una riflessione tanto poetica quanto vera e profetica.

Poetica, perché  parla dell’infinito (il noi allargato) cui orientarsi lasciando il finito che imprigiona “l’io ridotto”. Vera, perché ne viviamo concretamente l’espressione quotidiana (anche noi  siamo imprigionati nei vari io riduttori, ma sentiamo il bisogno dell’avventura in un mondo aperto senza frontiere). Profetica, perché ci narra di cammini da percorrere insieme a tanti altri compagni/compagne di strada di costruzione di una umanità sempre più inclusiva  che avanza verso dei “noi planetari” dove la vita di tutti è sacra.
Riccardo Petrella, Sezano, 24 febbraio 2019
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