Di nuovo sul bonus acqua. È peggio di quanto credessi

Ricevo e diffondo con grande piacere le sottolineature sul bonus acqua fatte da Alberto De Monaco, uno dei più qualificati militanti acquaioli in materia di diritto e di gestione dell’acqua a livello municipale e locale in Italia. Alberto De Monaco è stato l’animatore della grande e  vittoriosa rivolta dei cittadini di Aprilia, che sono riusciti dopo anni di lotta a riappropriarsi della gestione dell’acqua contro gli abusi e soprusi dell’impresa privata Acqualatina SpA (Veolia). Una bella pagina della storia delle lotte riuscite contro la privatizzazione del servizio idrico integrato imposta con violenza dai disastrosi governi Berlusconi I  e II  (mi auguro che gli Italiani si ricorderanno il 4 marzo prossimo cosa fu concretamente il periodo del “miliardario padrone del paese”, che 10-12 anni fà svendette l’Italia a se stesso ed ai suoi compagni del mondo del business).

Riccardo Petrella

 

Caro Riccardo Petrella, condivisibile ogni tua considerazione.

Vorrei solo sottolineare che il governo con i DPCM è andato oltre la legge delega del collegato ambientale.

Infatti la legge delega LEGGE 221-2015 del 28.12.2015 COLLEGATO AMBIENTALE estratto (ART 60,61) (scarica: LEGGE 221-2015 del 28.12.2015 COLLEGATO AMBIENTALE estratto (ART 60,61) Tariffe x indigenti-quantitativo minimo-gestione morosità) Tariffe x indigenti-quantitativo minimo-gestione morosità dice all’Art. 61

Disposizioni in materia di morosità nel servizio idrico integrato

  1. Nell’esercizio dei poteri previsti dalla legge 14 novembre 1995, n. 481, l’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico, sulla base dei principi e dei criteri individuati con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri, da emanare entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, su proposta del Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, di concerto con il Ministro dello sviluppo economico, previa intesa in sede di Conferenza unificata di cui all’articolo 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n. 281, adotta direttive per il contenimento della morosità degli utenti del servizio idrico integrato, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, assicurando che sia salvaguardata, tenuto conto dell’equilibrio economico e finanziario dei gestori, la copertura dei costi efficienti di esercizio e investimento e garantendo il quantitativo minimo vitale di acqua necessario al soddisfacimento dei bisogni fondamentali di fornitura per gli utenti morosi.   

Quindi la legge dice che il minimo deve essere garantito a tutti gli utenti morosi, mentre il DPCM contenimento morosità 29.82016 in GU 241 del 14.102016 (attuazione art.61 collegato ambientale – scarica: DPCM contenimento morosità 29.82016 in GU 241 del 14.102016 (attuazione art.61 collegato ambientale)) – dice all’Art. 3 Utenze morose non disalimentabili

  1. In nessun caso è applicata la disalimentazione del servizio a:
  2. a) gli utenti domestici residenti che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico-sociale, come individuati dall’Autorita’ per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati, ai quali e’in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante giorno;

Come vedi la garanzia del minimo quindi nel decreto attuativo viene limitata alle utenze economicamente disagiate e non a tutte.

Poi sempre nel DPCM all’Art. 4                  Morosita’ e fornitura del servizio

  1. L’Autorità per l’energia elettrica, il gas e il sistema idrico nel definire le direttive per il contenimento della morosita’ nel

settore del servizio idrico integrato prevede a tutela dell’utente che la sospensione del servizio sia applicata:

  1. a) per le utenze domestiche residenti morose, diverseda quelle previste all’art. 3, comma 1 (ossia quelle economicamente svantaggiate), soltanto successivamente al mancato pagamento di fatture che complessivamente siano superiori a un importo pari al corrispettivo annuo dovuto relativo al volume della fascia agevolata, come determinata dall’AEEGSI;.

TRADOTTO: PER LE UTENZE DOMESTICHE MOROSE LA SOSPENSIONE DEL SERVIZIO E’ POSSIBILE SE IL DEBITO SUPERA L’IMPORTO RICONOSCIUTO COME CORRISPETTIVO DELLA FASCIA AGEVOLATA, OSSIA QUELLA DEL MINIMO GARANTITO.

Anche qui come si vede il DPCM NON ASSICURA IL MINIMO VITALE PER OGNI TIPO DI UTENTE MOROSO MA SOLO X QUELLO IN CONDIZIONI ECONOMICHE DISAGIATE.

C’E’ DA DIRE CHE COMUNQUE PER L’ART.61 DEL COLLEGATO AMBIENTALE E DEL RELATIVO DPCM L’AEEGSI ANCORA NON HA ADOTTATO LA RELATIVA DELIBERAZIONE PREVISTA.

ciao, GRAZIE

Alberto De Monaco

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