A inizio marzo sono stato in Argentina per una serie di incontri e di conferenze per lanciare l’iniziativa “Dichiariamo Illegale la Povertà” (DIP) . L’Iniziaztiva è già in corso in Italia da settembre 2012: i suoi obiettivi, contenuti e proposte sono, insieme all’acqua e ai beni comuni, i temi principali del mio impegno politico come candidato alle elezionni europee del prossimo maggio. Programmati da mesi da un collega dell’Università Nazionale di Rosario (la seconda grande città dell’Argentina) e direttore della Catedra Libre del Agua, Anibal Faccendini, gli incontri hanno avuto luogo a Buenos Aires e poi dal 13 al 15 marzo a Rosario.

Anibal e io abbiamo avuto incontri con il Segretario interno e internazionale dei diritti umani in seno della Confederacion de Trabajadores de la Educacion de la Republica Argentina (CTERA), Leopoldo Santuccio. Abbiamo parlato di come promuovere a livello argentino e dell’America latina un programma di pedagogia alla lotta contro i fattori sturutturali dell’impoverimento nel mondo. Ho appreso che il salario minimo vitale legale in Argentina è 1.600 pesos mensili (per fare breve, 160 euro) e che molti insegnanti di scuola elementare sempre di più ricevono un salario al di sotto del minimo viatle legale. Oggi, la lotta per un salario giusto in Argenina è ridiventato il principale campo di battaglia dei diritti umani.

È seguito un incontro con la presidente della Liga Argentina por los derechos del Hombre (la più antica organizzazione nel campo dei diritti umani in America latina), Graciela Rosenbaum, con la quale si è discusso dell’attuale processo di deconstituzionalizzazione dei diritti umani e sociali in tutta l’Amercia latina legata ai processi di mercificazione della vita e della privatizzazione dei beni e servizi comuni pubblici. Vi è un legame strettissimo tra la sottomissione di tutto al “dio denaro” e la sparizione reale del rispetto dei diritti umani e sociali.

Abbiamo convenuto dell’urgenza e dell’utiità di redigere entro la fine del 2015 un rapporto-denuncia/proposte per mettere fine ai processi di distruzione dei diritti umani e sociali sotto il rullo compressore della predazione finanziaria.

Il colloquio con il responsabile delle relazioni internazionali dell’Asamblea Permanente por los Derechos Humanos (APDH), Rodrigo Tortosa, per quanto breve, ci ha permesso di esaminare le possibili modalità di sostegno dell’APDH e del governo argentino rispetto alla proposta di un progetto di risoluzione dell’ONU nel 2018 con la quale l’ Assemblea Generale delle Nazioni Unite dovrebbe “dichiarare illegale i fattori strutturali all’origine dei processi d’impoverimento nel mondo”.

Infine, abbiamo incontrato Jose Pablo Feinmann, filoso fra i più amati e prestigiosi in Argentina. Fra i fattori strutturali di “fabbrica della povertà”, Josef Feinmann include l’aspirazione e l’avidità di dominio inerente alla natura umana. Un dominio che conduce a negare l’esistenza e i diritti di ogni altra cosa fuori dalla subordinazione all’espressione e all’espansione del dominio.

A Buenos Aires, Anibal ed io abbiamo avuto altri incontri interessanti.

Dapprima con Hebe de Bonafini, la leader storica del movimento “Madres de la Plaça de Mayo” nato a seguito delle migliaia di madri che scesero in piazza coraggiosamente nel 1977 per protestare contro la sparizione dei loro figli (in realtà assassinati) opposti alla dittatura militare.

Non v’è solo la dittatura economica fra le fabbriche della povertà. Lo Stato oppressore, illiberale e carcerale è creatore di profonde divisioni umane e sociali. Il tema di come rinforzare la democrazia rappresentativa nazionale e sovranazionale per rendere più incisive le azioni sui fattori strutturali dell’impoverimento, a livello dell’America latina, è stato al centro dell’incontro con Rubin Giustiniani, senatore membro del Congresso argentino. Prima di trasferirci a Rosario alla fine della giornata, Osvaldo Bayer, noto scrittore e giornalista, ha insistito con passione sul ruolo della creazione artistica (il cinema, la musica e la letteratura in particolare) come mezzi potenti di sensibilizzazione e di mobilitazione dei cittadini contro le ineguaglianze e l’ingiustizia.

A Rosario, c’è stato il lancio vero e proprio della DIP (Dichiariamo illegale la povertà) con due eventi pubblici patrocinati dall’Università Nazionale di Rosario. Al primo, di natura politico-culturale, hanno partecipato una ventina di rappresentanti dell’università, della politica, dell’economia, delle organizzazioni di lotta contro la povertà. Il secondo, aperto al grande pubblico, ha permesso un dialogo e confronto con operatori sociali e del mondo della società civile. Un intervento significativo è stato quello del Vescovo del Vicariato episcopale della Patagonia cilena settentrionale, Luis Infnati de la Mora, molto noto non solo in Cile ma anche in tutta l’America latina per la sua battaglia contro il piano di costruzione di una serie di dighe per la produzione elettrica in Patagonia e per essere l’autore  della prima lettera di un vescovo della Chiesa cattolica interamente dedicata a tema dell’acqua: “Dateci oggi la nostra acqua quotidiana”.

Il fatto che le persone incontrate o intervenute negli incontri abbiano espresso il loro interesse alla DIP perché, a loro avviso, rappresenta una novità sul piano concettuale, politico e del metodo, mi pare costituire uno dei risultati più positivi e incoraggianti del soggiorno in Argentina. Credere nel futuro da costruire è sempre bello.

www.riccardopetrella.it



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