Due buone notizie sull’acqua pubblica dal Piemonte

Non capita tutti i giorni!

La prima notizia datata 11 marzo, giorno in cui il Consiglio comunale di Torino ha approvato la trasmissione al Governo ed al Parlamento della richiesta (invito) di condividere le proposte di trasferimento delle competenze di ARERA, in merito alla regolazione al controllo dei servizi idrici, presso il Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio del mare, senza oneri aggiuntivi”.

Si tratta di una richiesta che mira a togliere il Servizio Idrico Integrato (SII) dalle competenze di ARERA, una Autorità nata in seguito alla liberalizzazione e privatizzazione dell’elettricità e dell’energia in generale in Italia, avente competenze in materia di salvaguardia e promozione della concorrenza di mercato e di determinazione dei prezzi (tariffe elettriche, del gas….), secondo i principi dei servizi multiutilities privati, ben opposti a quelli che, secondo il referendum del giugno 2011, dovrebbero guidare la gestione del SII. Per queste ragioni, gli acquaioli italiani si sono battuti dapprima per non sottomettere il SII alle competenze dell’ARERA e poi, vista la sordità de la pervicacia indecente dei governi, per il trasferimento del SII al Ministero dell’Ambiente, come minimo, secondo il modello del COVIRI (Comitato di Vigilanza sulle Risorse Idriche). L’iniziativa del Consiglio Comunale di Torino è di grande valore non solo simbolico, anche se è uno dei tasselli da inserire nel processo di ripubblicizzazione del SII nel nostro Paese.

La seconda è ancor più importante proprio per quanto riguarda il processo di ripubblicizzzazione. Essa datata 27 marzo e riguarda la delibera di affidamento per i prossimi 30 anni, per tutta la provincia di Cuneo, a CoGeSi, società consortile totalmente pubblica, adottata dalla Conferenza dei Rappresentanti di Egato4 Cuneese. Lo statuto di CoGeSi vieta espressamente l’ingresso di privati (sono soci diretti o indiretti solo i comuni), vieta la distribuzione di dividendi, obbliga al completo reinvestimento gli eventuali utili realizzati. Un ottimo risultato!

PS. Gli amici cuneesi guardano ancora più in là e sperano realizzare il passaggio ad una gestione tramite Azienda Speciale. Ciò dipenderà, nei prossimi mesi da cosa succederà alla riproposta di legge nazionale d’iniziativa popolare per l’acqua pubblica, ad opera del M5S, rimessa in esame del Parlamento ma che è già stata l’oggetto di una serie di proposte di emendamenti distruttivi da parte della Lega. A questo proposito, è facile ipotizzare che l’opportunismo politico partitico spingerà “i contendenti” a rimettere la resa dei conti al dopo elezioni europee.

 

Riccardo Petrella, Bruxelles, 30 marzo 1019

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Immagine del  Comitato Acqua Bene Comune. 

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