Mi sembra che la  principale lezione da trarre dall’enorme successo popolare mondiale del Fridays Students Strikes for Climate di ieri
20 settembre sia la seguente. Quando l’umanità si trova confrontata a problemi di limiti esistenziali oltre i quali s’innescano processi (irreversibili?) di estinzione totale della vita della Terra (è la prima volta che  ci troviamo in detta condizione. La bomba atomica gli USA l’hanno usata),  solo una mobilitazione mondiale (Cina Russia, USA, India, Indonesia, Brasile, Nigeria….inclusi), unitaria (inspirata da pochi ma comuni obiettivi e principi), trasversale e inter-generazionale (le decine di milioni di manifestanti non appartengono ad una o due categorie sociali e ad un gruppo di età) è la prima condizione  necessaria ed indispensabile affinché i processi di cambiamento strutturale siano decisi e messi in opera. Questa condizione è stata soddisfatta ieri. 
Si tratta ora di vedere se, come e quando, una seconda condizione  lo sarà altrettanto, e cioè se, come e quando il movimento mondiale consolidatosi in meno di un anno sarà capace di assumere il governo politico dei cambiamenti  fondamentali necessari e non delegarlo alla buona volontà dei detentori del potere economico e politico attuale responsabili  della situazione in cui l’umanità è stata da loro  messa.

21 settembre 2019,
Riccardo Petrella

Immagine in evidenza: https://www.terranuova.it/

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