Forza “mamme contro i PFAS” al Parlamento europeo questa settimana.

Spero di aver torto, ma la probabilità è molto elevata che nei giorni 22-24 ottobre la maggioranza politica in seno al Parlamento europeo voterà per l’approvazione della proposta di revisione della Direttiva Europea sull’Acqua potabile presentata dalla Commissione europea. Si tratta di una proposta che merita invece di essere rigettata con forza (vedi un mio precedente post sull’argomento). Il mio pessimismo è dovuto anche al fatto che la stessa maggioranza politica si prepara a votare mercoledì 24 una direttiva sulla “Réduction de l’incidence sur l’environnement de certains produits en plastique” che va piuttosto nella direzione degli interessi dell’industria della plastica. Uno dei principi ispiratori chiave della revisione della direttiva sull’acqua potabile è, secondo la propaganda della Commissione europea, quello di contribuire all’obiettivo di riduzione dei rifiuti di plastica mediante misure limitative dell’acqua in bottiglie di plastica. In realtà, la Commissione gioca alla confusione ed alla mistificazione. Le misure riduttive all’uso di bottiglie di plastica si applicano solo alle acque di sorgente, sono escluse invece dal divieto le acque minerali naturali (cioè il grosso dell’acqua in bottiglia di plastica delle centinaia di marche delle case Nestlé, San Pellegrino, Danone, Coca Cola…, principali produttori di rifiuti plastica). È difficile pensare che il Parlamento voti in due sensi opposti le due direttive! Ad ogni modo, indipendentemente dai legami con la politica nel campo della plastica, spero che la pressione che sarà esercitata sui parlamentari da una importante delegazione dell’associazione veneta “mamme contro i PFAS”, determinata a battersi affinché l’Europa approvi una legislazione che salvaguarda e promuove la salute dei cittadini e non quella dei profitti delle imprese, dimostrerà che avevo torto. Forza “mamme contro i PFAS”.

Riccardo Petrella

Si ringrazia VeronaSera  per l’immagine.

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