Glifosato: gli abitanti della Terra contro i predatori della Terra.

Riccardo Petrella

In un post del 22 luglio scorso (“L’accanimento della Commissione Europea a favore del glifosato. Perché?”) riprendevo l’informazione che il 19 luglio la Commissione europea aveva nuovamente proposto di rinnovare per 10 anni l’autorizzazione dell’uso dell’erbicida più diffuso attualmente al mondo, il glifosato (alla base di Round Up), malgrado:

a) il centro di valutazione scientifica  dell’OMS l’avesse dichiarato di natura cancerogena;

b) l’opposizione al prolungamento della  maggioranza degli esperti degli Stati membri dell’UE, e

c) il milione e più di cittadini che hanno firmato l’ICE (Iniziativa dei Cittadini Europei) “Stop Glifosato”  (l’ICE è più che una semplice “petizione” ma un uno strumento voluto dalla stessa Commissione europea per espandere la partecipazione dei d cittadini alle decisioni dell’UE (sic!).

Ho concluso il post deplorando il fatto che la Commissione europea raramente ascolta i cittadini ma preferisce seguire gli argomenti e assecondare gli interessi dei gruppi economici e finanziari dominanti.

Purtroppo questo mercoledì (25 ottobre) la Commissione è stata recidiva. Non solo ieri, alla sorpresa generale, ha annunciato  che avrebbe proposto un prolungamento di 5 a 8 anni alla “riunione tecnica” odierna del gruppo di esperti degli Stati membri dedicata unicamente alla questione del glifosato, malgrado il Parlamento europeo abbia adottato a grande maggioranza il 21 ottobre  una risoluzione richiedendo l’arresto entro il 2022 dell’uso del glifosato.

Ma oggi ha proposto di chiudere la riunione senza prendere  alcuna decisione, il vento politico essendo ancora piuttosto opposto al prolungamento dell’autorizzazione. Si pensa che la Commissione europea  abbia agito cosi perché ad oggi non si sa bene quale sarà la posizione della Germania, la fase di formazione del nuovo governo non essendo terminata. Si aspetta dunque lo schiarimento politico dal lato tedesco.

In effetti, allo stato attuale delle cose in seno ai governi dell’UE, in ragione delle regole sul  peso politico del voto di ciascun paese.  Tutto dipenderà dalla Germania. Dopo l’acquisto della Monsanto da parte della Bayer (tedesca), diventata la più grande impresa agrochimica mondiale, è difficilmente immaginabile che il governo federale della Germania oggi, dopo le ultime elezioni, voti contro il glifosato  a meno che intervenga  uno di quei compromessi cari ai dominanti  che, de facto,  nulla modificano rispetto ai loro interessi, e salvo che l’unico possibile nuovo governo federale tedesco sia quello della coalizione con i verdi ed i liberali e che i verdi impongano come condizione della loro entrata  nel governo  il rigetto del prolungamento dell’autorizzazione.

Bella democrazia! Per quanto modesta, la risoluzione (non vincolante)  del Parlamento europeo apparentemente non  conterà nulla.  La volontà  dei cittadini è già messa in un cassetto, e nessuno potrà affermare  che quando il cassetto sarà aperto ci sarà spazio politico per tenerne conto (il che sarebbe un miracolo). Anche in questo caso, il divenire della vita dipende dalle scelte delle oligarchie tecnopolitiche, dalla potenza economica di gruppi industrialo- finanziari mondiali, e dai giochetti di potere in seno ad uno Stato dominante.

Altro che indignazione, è tempo di rivolta aperta, trasparente,nel nome dei diritti umani, civili politici, sociali  culturali  dei cittadini e dei popoli.

 

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