Il loro numero è cresciuto dal  2008 anno di esplosione dell’ultima grande crisi economica mondiale.

Il mondo finanziario ha inventato il concetto di HNWI (High-Net Worth Individuals) cioè gli “Individui che valgono molto in termini di reddito netto”. Per essere considerata dal mondo finanziario un HNWI, una persona deve poter certificare di possedere come minimo un milione di $ di averi finanziari (esclusa la proprietà della prima casa).

Non so se alcuni di voi fanno parte degli HNWI. Sappiate che nel mondo, secondo l’ultimo rapporto della Capgemini, World Wealth Report 2017, i milionari nel mondo nel 2016 erano 13 milioni, su una popolazione mondiale di 7,3 miliardi di persone. 4,8 milioni erano negli Stati Uniti, 2,9 milioni in Giappone, 1,3 milione in Germania, 1,1 milione in Cina, 579 mila in Francia… e 252 mila in Italia (erano 229 mila nel 2015).

Dopo 8 anni di crisi gravissima, a causa dello sconquasso strutturale del sistema finanziario, gli arricchiti del mondo si sono arricchiti ancora di più. Nel mentre, gli impoveriti sono diventati più impoveriti, e la classe media è diventata meno ricca.

Quanti saranno, il 17 ottobre, gli organizzatori delle manifestazioni nella giornata mondiale della lotta contro la povertà? Quanti proporranno misure di sradicamento delle cause strutturali stanti alla base del sistema attuale, e continuano ad alimentare la crescita delle ineguaglianze nei diritti alla vita tra gli esseri umani?

E quanti, invece, si accontenteranno di fare denunce etiche e morali sulla crescita delle ineguaglianze accettando poi le misure caritatevoli consistenti a “distribuire” un po’ di soldini alle persone più impoverite, da loro considerate come le misure oggi realistiche ed efficaci?

A quest’ultimi rinnovo l’invito a non organizzare nessuna manifestazione. Statevene a casa e godetevi la trasmissione di RAI 1; quel giorno racconterà con tante belle parole la storiella del come e perché il governo italiano dà la priorità alla lotta contro la povertà.

Una storiella peraltro molto comune a tanti altri governi dell’Unione europea ed in particolare alla Commissione europea.

Riccardo Petrella

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