Dal 7 dicembre, si può dire che il Barbaro ministro degli interni della Repubblica italiana ha dimostrato di meritare un nuovo attributo identitario: è il Barbaro cagliostro. Secondo il dizionario italiano, “cagliostro” significa “imbroglione, avventuriero, impostore”. Come non definire altrimenti qualcuno che, come il Barbaro, in un comizio a Roma, davanti a decine di migliaia di persone, ha fatto suoi dei pensieri di Martin Luther King, Giovanni Paolo II e Alcide De Gasperi? Citare Martin Luther King è un’impostura di grande violenza umana e culturale da parte di uno xenofobo razzista, e deve essere condannata senza sfumature. Imbrogliare il popolo, creando confusione e scombussolamento nella testa della gente, non solo è una vergogna ma soprattutto una vigliaccheria. La vigliaccheria traspira a tutto fiato nell’utilizzare frasi di Giovanni Paolo II e di Alcide De Gasperi (trentino!) per accattivarsi l’elettorato cattolico conservatore e benpensante, in vista delle prossime elezioni europee, togliendo voti agli alleati del M5S. È agire da imbroglione e da impostore citare De Gasperi, cattolico laico di grande rigore morale e politico, fra i padri fondatori della Res Publica democratica e sociale italiana, nello stesso momento in cui il Barbaro fa appello alla piazza, da nazionalfascita esemplare, per avere direttamente un mandato popolare (sic!) per negoziare, lui, direttamente con l’Unione europea! L’impostura e la mistificazione sembrano oggi riscuotere un vasto favore presso l’opinione pubblica, ma si possono combattere e sconfiggere.

La cricca di Berlusconi era riuscita a diventare il primo partito. L’armata del rottamatore Renzi lo fu ma svanì in due anni. Il M5S lo é da poco, ma il Barbaro dice di aver preso già il posto dei Pentastellati, peraltro da lui “affettuosamente” ringraziati per la buona cooperazione … Che i tempi siano brutti, è una banalità dirlo. Ma Martin Luther King ha dimostrato che i tempi possono essere cambiati. I diritti di ed alla vita di tutti gli abitanti della Terra necessitano una nuova lunga storia umana di giustizia, di fratellanza e di libertà collettiva.

 

Riccardo Petrella, Sezano, 9 dicembre ,2018, alla vigilia del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti umani.

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