Il Barbaro è candidato dittatore. Cosa diranno gli Italiani, SI?

Il peccato mortale dei migranti, non solo per il Barbaro, è che non sono ricchi.

di Riccardo Petrella

Il Barbaro ha fatto crollare il governo. Convinto che il 40% degli elettori italiani gli sono favorevoli (i dati e i sondaggi lo confermano), ha deciso di accelerare il processo di conquista, da solo, del potere. L’altro ieri, a Pescara, ha chiesto agli elettori “i pieni poteri” per realizzare senza intralci quello che, in maniera mistificatrice ed anche contraddittoria, ha promesso alle ultime elezioni, e che il patto di governo con il M5S, dice, peraltro da lui solennemente firmato, non gli ha consentito di fare..

Due osservazioni. La prima: chiedere così esplicitamente un plebiscito per i pieni poteri di uno solo, nell’Europa nel XXI° secolo, costituisce una dichiarazione chiara e tonda, criminale, di distruzione della democrazia. Malgrado la gravità del fatto, è molto probabile che gli Italiani a maggioranza (relativa) risponderanno SI. Inutile piangere sugli italiani brava gente ma amanti del Capo, foss’egli, negli ultimi anni, Berlusconi o Renzi ed ora Salvini.

Seconda osservazione: al momento, non c’è nessuna opposizione democratica forte. Non si sa bene cosa i sindacati – insieme? – stanno preparando, se preparano qualcosa. La sinistra moderata è in frantumi, e inoltre non è così innocente per quanto è accaduto e ha portato a Salvini. La sinistra radicale è diventata quasi inesistente sul piano elettorale, i vari partitini ad personam (penso a SEL o a LEU) l’hanno inviata al museo.

Purtroppo, le invocazioni di queste ore all’unione ed al sussulto “popolare democratico” non convincono gli elettori (fa meglio, ahimé, la Meloni rappresentante “moderna” dell’ideologia fascista).

Gli Italiani sono stati formattati agli egoismi individuali, al “me ne frego”, alla furbizia ed all’illegalità, concezioni ed imperativi con cui la sinistra moderata è sovente andata a nozze.

Anche queste mie recriminazioni non servono a molto, se non a non dimenticare – è importante – che la storia ha sempre dei responsabili, nel bene e nel male.

Il problema resta: da quali forze sociali (i sindacati restano fondamentali) e umano-culturali (per esempio, i preti e monsignori cattolici delle parrocchie di base al Nord come nelle regioni del Mezzogiorno chiamati in causa dalle invocazioni alla Madonna di Salvini) potrà venire l’affermazione di un profondo cambiamento radicale di cultura politica? Nelle omelie delle prossime domeniche, i preti e monsignori menzionati pronunceranno parole di condanna dell’anti-umanismo e anti-cristianesimo del nuovo capitano? Oppure succederà come successe all’epoca di Mussolini? Ben venga, se necessaria, la spaccatura del M5S, almeno la dignità di molti grillini sarà salva.

Mi sembra che la prima cosa urgente da fare è opporsi a seguire i tempi e le modalità imposte dal Barbaro. Far discutere prima la mozione di sfiducia contro il ministro Salvini è un atto doveroso nel rispetto delle regole del parlamento. La battaglia è persa fin dall’inizio se non è combattuta.

Inoltre, ogni abbandono dell’opposizione e della resistenza radicale al razzismo, al fascismo, al cinismo dei barbari come il ministro degli interni ancora in carica, darà forza alla prepotenza ed alla violenza. Ciascuno faccia quello che considera importante di fare.

Da parte mia continuerò, con le forze che posseggo, sul cammino della promozione e difesa dei diritti e delle responsabilità degli abitanti della terra, contro qualsiasi Salvini, Barbaro, del mondo. Prima di essere bianchi o gialli o neri ed italiani o iraniani o brasiliani siamo tutti, donne e uomini, abitanti della terra, e questa è la nostra casa comune. Nessuno ne è clandestino. Da qui, perseguirò le azioni in favore dell’acqua, simbolo dei beni comuni pubblici mondiali essenziali per la vita, cui tutti i popoli della Terra hanno diritto, e che invece nessun sovranista razzista xenofobo del mondo rispetta a cominciare dal Barbaro leghista, diventato Barbaro italianista. Da qui, infine, rafforzerò la lotta contro l’ingiustizia umana e sociale rappresentata dalla riduzione/taglio delle tasse sul reddito (i ricchi ne usciranno arricchiti), e l’aumento delle tasse indirette (i ricchi si arricchiranno ancora di più). Il Barbaro è notoriamente servo degli interessi del capitale non solo “italiano” ma “europeo” e globale (vedi TAV, TAP…). Il peccato mortale dei migranti è che non sono ricchi.

Riccardo Petrella, Bruxelles, 10 agosto 2019

Immagine contrassegnata per il riutilizzo non commerciale: https://www.flickr.com/photos/european_parliament/33932151730

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