Il diritto ineguale… inevitabile?

Andrea Mascherin, presidente del Consiglio Nazionale Forense («il presidente del avvocati»!) non ci crede. Anzi  il 9 febbraio, nella sua relazione in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2018, ha denunciato con chiarezza l’espandersi delle inuguaglianze rispetto ai diritti nelle nostre società, nel nome del mercato e della finanza predatrice. Ha parlato in particolare del diritto all’acqua ed al cibo. Ecco dei brevi estratti:

«In diritto di cosa stiamo parlando, quando – in omaggio ad una idea globale di Stato “economicista e mercatista” – riandiamo a un episodio di circa un mese fa: Baltimora, negli Stati Uniti, una paziente con problemi psichiatrici viene dimessa in una notte gelida e lasciata vagare per le vie della città indossando soltanto una vestaglia medica e un paio di calze, perché priva della assicurazione ospedaliera, e sempre in diritto, qual’è il tema, quando constatiamo come in nessuna parte del mondo il diritto al cibo o all’acqua venga riconosciuto come inalienabile?

In diritto, in realtà, stiamo ancora parlando di diseguaglianza e di violazione del dovere di Isolidarietà.

Ecco dunque come ruolo tecnico e ruolo sociale dell’avvocato si incontrano per promuovere e affermare sempre più quei diritti “naturali”, a fronte dell’avanzare di altre priorità, misurate esclusivamente in PIL.

È di tutta evidenza che porre come regolatore dello Stato, non il diritto, ma il mercato e la concorrenza spietata, porta ad escludere ogni forma di Comunità solidale e ad affermare che tutto ciò che è economicamente improduttivo, va abbandonato al proprio destino (….). L’avvocatura italiana è consapevole di quanto sopra, è conscia del fatto che stiamo vivendo una fase in cui il diritto diseguale tende a riespandersi(…).

Ho richiamato più sopra il tema del diritto all’acqua, sappiamo come l’acqua, per la sua scarsità, sia al centro di conflitti interni ed esterni in molti Stati, così come la mancanza di cibo è causa di tragici esodi (…) Anche quando trattiamo di acqua e di cibo, dobbiamo dunque come giuristi porci di fronte alla necessità di affermare la sussistenza di un diritto inalienabile e non commerciabile».

 

La lotta per i diritti per tutti non cessa. Complimenti agli avvocati, in particolare all’amico Maurizio Montalto, che hanno contribuito a spingere il Consiglio Nazionale Forense sulle posizioni espresse dal loro presidente.

Riccardo Petrella

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