Il diritto umano all’acqua: quo vadis?

Riccardo Petrella

Domani è l’anniversario della Risoluzione delle Nazioni Unite che ha affermato, il 28 luglio 2010, che l’accesso all’acqua potabile è un diritto umano universale. Solo i gruppi sociali dominanti e le forze politiche dettesi “riformiste-pragmatiche” si dichiarano contenti dello stato attuale della realizzazione del diritto umano all’acqua nel mondo.

Eppure ancora oggi più di 4 mila bambini al di sotto dei 6 anni muoiono ogni giorno per malattie dovute all’assenza di accesso all’acqua potabile buona per la vita. Si tratta di quasi 2 milioni di bambini morti all’anno, oggi.

Non bisogna aspettare che arrivi la catastrofe nel 2050 – quando l’acqua potabile scarseggerà dappertutto, specie nelle grandi città -, la catastrofe è già oggi. È assolutamente indispensabile cambiare rotta. A tal fine propongo la lettura del testo allegato “Ripensare l’acqua: 27 tesi” Ripensare l’acqua 27 tesi

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