Esempio del misero recupero “politico” in Italia dello sciopero mondiale degli studenti per il clima.
Era prevedibile, ma che miseria! E dire che le manifestazioni in Italia  sono  state le più numerose e massicce al mondo (circa 1 milione di persone nelle piazze di più di 230 città)Ecco la reazione del neosegretario del PD in una lettera a “La Repubblica”: “Bisogna fare scelte chiare (sic, bravo). Partiamo dalle buone pratiche nel pubblico: impegniamoci oggi per eliminare in due anni i rifiuti plastici in tutte le pubbliche amministrazioni, dentro un ciclo completo di economia circolare nella gestione dei rifiuti. Incentiviamo (il PD da anni afferma di applicare una politica d’incentivazionela produzione di fonti rinnovabili e l’autoproduzione di energia per cittadini, imprese e distretti. Avviamo un grande programma di efficientamento e riqualificazione energetica (anche del petrolio?) delle energie  e messa in sicurezza sismica degli edifici pubblici e privati, un programma di intervento contro il dissesto idrogeologico (è più di 25 anni che ne parlanoil dissesto si è  aggravato sempre di più), rafforzando e stabilizzando gli incentivi “verdi” (uno strumento potente di  sottogoverno), sapendo che è questa edilizia (?) che produce qualità, bellezza e tanto lavoro. Imponiamo tempi brevi e certi per una vera rivoluzione degli acquisti pubblici verdi in tutti i livelli della pubblica amministrazione, sostenendo le imprese competitive in questa fetta di mercato (sic!). Progettiamo e realizziamo le nuove opere pubbliche (per esempio, come la TAV e tutto il resto?) in coerenza con i principi dell’economia circolare, dell’abbattimento delle emissioni e per resistere agli impatti del cambiamento climatico. Dimostriamo con i fatti che non è vero che infrastrutture e ambiente sono nemici!  (se lo dice lui!È il momento di essere ambiziosi, di spostare l’asticella più in alto. In gioco non c’è soltanto (?) il futuro del pianeta e la nostra salute. Dobbiamo essere consapevoli che la svolta green è necessaria anche per garantire benessere e lavoro (il vecchio e smentito ritornello  in voga negli anni ’90 dell’economia verde salvatrice dell’occupazione!).
Ciliegina finale: “Sono consapevole che senza la spinta di milioni di giovani che ci chiedono scelte coraggiose e radicali non ce la faremo mai a cambiare” (no? A  cosa ci stanno a fare i rappresentanti eletti del popolo “adulto” e potente?). Aspettare di essere spinti da ragazzine e ragazzini non aventi nemmeno diritto di votare?
Riccardo Petrella, Bruxelles , 16 marzo 2019
Foto Wikipedia
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