Una vertenza per un totale cambio di paradigma, tale da ripristinare in Veneto la qualità della vita, considerando la vastità del fenomeno inquinante, le caratteristiche dei danni provocati a vasti strati di popolazione, alle risorse idriche della regione, all’agricoltura, agli allevamenti e alle industrie alimentari, è impresa molto ardua che può essere intrapresa solo da un ampio fronte di cittadinidi gruppi, associazioni e  comitati, quali quelli che si sono formati in cinque anni di lotte dall’esito incerto e contraddittorio.

Una vasta area composita, caratterizzata da diverse storie, esperienze e competenze sta dando vita ad un GRANDE  SOGGETTO in cui tutti,  pur mantenendo la propria peculiarità e fisionomia, si riconoscano, capace di valorizzare e accogliere le diversità come risorsa e individuare comuni obiettivi e comuni strategie, diverse a seconda delle controparti con cui si confronterà.

Una  rete dei Cittadini, dei  Comitati e  delle Associazioni  può essere quel soggetto dinamico e molteplice,  espressione riconosciuta del popolo   inquinato dai  PFAS.

Solo un tale soggetto, per la sua vastità e per la sua autorevolezza potrà confrontarsi con una realtà costituita da fortissimi interessi economici, rappresentati da autorevolissime lobby nazionali e internazionali con agganci forti nella politica e nelle istituzioni; con una magistratura sensibile al vento dell’opinione pubblica e della stampa; con istituzioni che storicamente non si sono opposte al degrado e sono intervenute, con molto ritardo e parzialmente, solo quando la piazza ha cominciato a mettere in discussione il consenso che le sorregge” . 

(comunicato CiLLSA, 1 giugno 2018  ) 

 E’ per questo motivo che ringraziamo, pubblicamente, Luca Cecchi per essersi intelligentemente adoperato al fine di consentire la visita di una delegazione del movimento NO PFAS del Veneto al Parlamento Europeo a Bruxelles.

Fattoria Massignani: un momento del coordinamento del movimento No PFAS. 

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