Invece di vietare l’entrata dei migranti, al contagocce,  in Europa, gli europarlamentari avrebbero dovuto vietare “l’entrata” (produzione ed uso) in Europa dei pesticidi tossici quali il glifosato. 
Ebbene il 16 gennaio scorso, il Parlamento europeo ha approvato con 526 voti in favore –  con in testa il Partito Popolare Europeo (di cui fa parte l’attuale presidente dell’Europarlamento, Taviani, di Forza Italia)  ed i Verdi (sic!) – il rapporto della Commissione speciale PEST (sui pesticidi ) rigettando un emendamento proposto dal gruppo di sinistra  GUE-NGL che chiedeva il divieto immediato dei pesticidi tipo glifosato. L’Europarlamento ha preferito la via comoda insistendo unicamente sulla richiesta di maggiore trasparenza nelle procedure di autorizzazione dei pesticidi, con grande soddisfazione per l’industria chimica ed in particolare la potente Bayer  diventata proprietaria della Monsanto.
Il voto è scandaloso anche perché il giorno precedente, il 15 gennaio, l’Europarlamento aveva potuto prendere conoscenza dei risultati di un rapporto commissionato da eurodeputati dei Verdi,  S&D e Gue, secondo il quale oltre il 50% della relazione del Bfr (istituto tedesco per la valutazione del rischio) sul glifosato “è frutto di plagio”, copiata e incollata dagli studi che l’industria chimica ha presentato a sostegno della domanda di rinnovo della licenza. Ricordo che la Germania fu incaricata nel 2013 di essere il relatore ufficiale dell’UE in materia di valutazione del rischio del glifosato.
Credete che gli eurodeputati  della Lega del Barbaro ministro degli interni in crociata ‘Cuori aperti (?) porti chiusi” contro gli immigrati abbiano votato contro il glifosato? Desilludetevi.
Il fatto è che la maggioranza dei responsabili europei eletti (PE o membri dei governi), o cooptati ‘(esperti) o stipendiati (funzionari), è sotto l’influenza dell’ideologia capitalista di mercato  e degli interessi dei poteri economici e finanziari, privati (multinazionali) e pubblici (stato-nazionalisti).  La salute della gente non è la loro priorità. Per chi voterete alle prossime elezioni  europee?
Riccardo Petrella, Bruxelles 20 gennaio 2019
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