Invito a partecipare alla “La Carta della Vita”: una proposta della DIP – Dichiariamo Illegale la Povertà – aperta a tutti i cittadini. Le prossime tappe: sabato 21 ottobre e sabato 16 dicembre 2017.

“Care amiche e cari amici della DIP, 

non siamo riusciti a convincere nessuno Stato a prendere in considerazione l’iniziativa di una risoluzione dell’Assemblea Generale 2018 sull’impoverimento. Ebbene, noi cittadini ci  riuniremo nel dicembre 2018 per adottare e diffondere “La Carta della Vita”. La presente è per rinnovare l’invito a tutte e tutti voi a partecipare al processo di elaborazione ed adozione della Carta. Vi proponiamo il seguente percorso:
1. Come convenuto a maggio, nel corso della riunione dove si è deciso di ri-orientare l’obiettivo 2018 della DIP sulla redazione e diffusione di una “Carta della Vita, ciascun membro del Gruppo promotore (e membro interessato della DIP) si attiva per far conoscere il documento alle associazioni o enti con cui è in contatto, per unirsi al lavoro di redazione finale della Carta della vita e alla sua promozione.
2. Organizzeremo  un incontro di lavoro a Sezano, sabato 21 ottobre 2017, tra i membri della DIP ed i rappresentanti delle nuove associazioni eventualmente coinvolte, per pensare e organizzare insieme una Conferenza nazionale “Verso la Carta della vita” il sabato 16 dicembre 2017 a Sezano.
 
3. La Conferenza di dicembre 2017 avrà il compito di concepire e organizzare la Giornata dell’Umanità, prevista per dicembre 2018, cui saranno invitati anche rappresentanti di altri Paesi europei e non, come momento internazionale di presentazione e diffusione della Carta della vita. Rappresenterà la conclusione di questa fase dell’iniziativa internazionale Dichiariamo illegale la povertà (DIP).
Vi invitiamo quindi a partecipare attivamente.
Saremo grati per un vostro apprezzato riscontro.
Nei prossimi giorni e settimane intendiamo prendere contatto con voi per parlarne a viva voce.
Un caro saluto”
Paola Libanti e Riccardo Petrella
Vi ricordiamo quindi le seguenti importanti date:
  • 21 ottobre 2017: Incontro dei membri del Gruppo promotore ed eventualmente di altre associazioni (Sezano)
  • 16 dicembre 2017: Conferenza nazionale “Verso la Carta della vita” (Sezano)
  • dicembre 2018 (luogo da determinare): Momento internazionale “Giornata dell’Umanità”.
 Info per partecipare:

Comunità Stimmatini di Sezano – Via Mezzomonte 28 Verona

 monasterodelbenecomune@gmail.com | cell. 3472256997

 ****
Qui di seguito, il documento finale elaborato dai partecipanti all’incontro internazionale “La povertà è un furto” organizzato dalla DIP (Dichiariamo Illegale la Povertà), a Sezano (VR) lo scorso 18 e 19 febbraio 2017.

L’impegno dell’audacia. E’ tempo di cacciare dal tempio i ladri della vita.

Tutti parlano del mondo che sta cambiando e in particolare dell’esplosione delle inuguaglianze, delle ingiustizie, dell’impoverimento che si aggrava, delle violenze ed esclusioni sociali (vedi immigrati). Non c’è però traccia in Italia, in Europa e a livello mondiale, da parte dei poteri dominanti, di misure volte a combattere le cause strutturali. Tante parole, tante proclamazioni ma niente di costruttivo, di serio, di decisivo, anzi, ed è ancor peggio, aumentano le scelte che portano, esasperandola, alla reale negazione dei diritti alla vita di miliardi di esseri umani.

A Sezano abbiamo deciso di sostenere le azioni miranti a cacciare dal tempio i ladri della vita. I ladri della vita sono, anzitutto, i soggetti, le istituzioni e i meccanismi che tramite la finanza hanno distrutto i legami sociali, le culture e le economie locali, la giustizia, la democrazia, il welfare, la solidarietà, per sottomettere tutto al dominio del denaro. Sono le banche e le enormi concentrazioni finanziarie mondiali, le società di rating, i paradisi fiscali, i fondi speculativi d’investimento attivi nel settore dei prodotti derivati, gli operatori di riciclaggio del denaro sporco. In secondo luogo, sono i soggetti e le istituzioni che hanno devastato i diritti sociali e la sicurezza sociale ed hanno nuovamente elevato la guerra a strumento di conquista delle risorse naturali del pianeta, massacrando, in particolare, la funzione e la dignità del lavoro e dei diritti connessi.

Pensiamo, in particolare, ai governi e alle istituzioni che hanno legalizzato il licenziamento senza giusta causa ma anche solo a scopo di rendimento finanziario, che hanno legalizzato il lavoro flessibile, il lavoro precario, il lavoro di sfruttamento, il lavoro gratuito, i contratti “zero ore” che provocano le guerre tra gli impoveriti e tra i popoli… Ed infine, sono i soggetti economici (imprese multinazionali) ed i soggetti politici, istituzionali e tecnocratici che hanno legalizzato la brevettabilità del vivente e l’appropriazione privata degli algoritmi (vedi, in particolare, la digitalizzazione e la finanza al millesimo di secondo) riducendo così la conoscenza/creatività a pura merce e fattore produttivo, e la casa comune ad un grande mercato competitivo.

A Sezano abbiamo preso l’impegno di fare tutto ciò che è in potere dei cittadini. Siamo coscienti che il come realizzare gli obiettivi è altrettanto se non più determinante a corto termine del cosa realizzare. E’ facile fissare degli obiettivi e molto difficile renderli convincenti e praticabili dal più grande numero di persone. Non possiamo però tollerare l’intollerabile, cioè la licenza accordata ai mercanti della vita e ai signori del denaro di perpetrare in tutti i campi il furto della vita di miliardi di esseri umani e delle altre specie viventi. A tal fine, gli obiettivi seguenti ci sembrano prioritari a livello italiano-europeo e mondiale.

Cambiare radicalmente il sistema finanziario: senza questo cambiamento non si farà alcun progresso reale in nessun altro campo; ricostruire i diritti, ridare dignità al lavoro umano, garantire la sicurezza sociale per tutti; reinventare un nuovo, più solido, welfare europeo ed un sistema di sicurezza sociale a livello mondiale; rifondare la cittadinanza e la democrazia; costruire la casa comune dell’umanità nel rispetto della comunità globale della vita. Obiettivi a livello italiano-europeo: rilanciare con forza le lotte contro la mercificazione e la privatizzazione dell’acqua, delle sementi, della salute a partire dalle azioni in corso e delle iniziative che saranno prese per superare la grande crisi dell’integrazione europea 60 anni dopo la creazione della CEE (Comunità Economica Europea). L’Europa potrà/dovrà ricostruirsi sulla base della messa in comune e promozione dei beni comuni essenziali ed insostituibili per la vita (e non sulla potenza militare e tecnologica). Pari tempo, è urgente a) promuovere la re-invenzione delle casse di risparmio e delle istituzioni di credito pubbliche, cittadine, locali, realmente cooperative e mutualistiche, così come dei sistemi di credito comunitario (tipo monete complementari), e b) definire una batteria d’indicatori micro e macro di molteplice natura al fine di caratterizzare ciò che potrebbero/dovrebbero diventare l’impresa (pubblica e privata) senza impoverimento» e «la comunità umana locale senza impoverimento»; la Banca Centrale Europea deve denunciare e mettere al bando i mercanti dei prodotti derivati, vere sanguisughe dell’economia reale generate dall’attuale sistema economico mondiale finanziarizzato.

Invitiamo gli amici dell’America latina partecipanti alla DIP di fare lo stesso presso le loro Banche centrali; de-costituzionalizzare l’indipendenza politica della Banca Centrale Europea, l’unica delle istituzioni europee ad essere sovranazionale e politicamente indipendente dalle altre istituzioni dell’Unione europea. Tale indipendenza è uno schiaffo pesante alla democrazia rappresentativa; rilanciare una conferenza europea sul debito pubblico per mettere fine, anche a livello mondiale, ad una situazione inaccettabile di asservimento delle comunità politiche locali e nazionali agli interessi dei proprietari di capitali e dei mercanti finanziari; mettere fine alle società di rating, imprese finanziarie private multinazionali quotate in borsa, tutte americane, che hanno acquisito il monopolio di valutare e giudicare le politiche economiche e sociali pubbliche delle istituzioni sovranazionali, dei governi nazionali e delle collettività locali. Cominciamo in Europa: il Parlamento europeo dovrebbe approvare una risoluzione con la quale disconosce il valore dei rating; campagna di denuncia della perdita di legittimità delle istituzioni di «giustizia» che in Italia e in Europa hanno dichiarato legittimo il licenziamento di dipendenti senza giusta causa ma anche solo per ragioni di rendimento finanziario. Sentenza che si è tradotta in uno svuotamento radicale del diritto al lavoro e a un lavoro dignitoso; abrogazione delle legislazioni che autorizzano la brevettazione privata degli algoritmi ad uso per la finanza al millesimo di secondo (un tempo non più umano).

Stop alla finanza al millesimo di secondo. La digitalizzazione deve essere messa al servizio dell’umano e della libertà e giustizia sociale e non al servizio del denaro, della guerra e del non-sostenibile; «Benvenuti, siete a casa anche qui». Invece di firmare accordi vergognosi con la Turchia o la Libia e mantenere misure indecenti anti-giustizia sociale e anti-solidarietà (come autorizzare le spese militari fuori bilancio nel mentre le specie sociali devono essere in conto bilancio sotto austerità), l’Unione europea sotto la pressione di un Parlamento europeo che riscoprirebbe il suo ruolo al servizio della demo-crazia e della giustizia, deve cambiare rotta nei confronti delle popolazioni immigranti e realizzare un «Patto europeo 2025» col motto «Benvenuti, siete a casa anche qui». Obiettivi a livello mondiale: «Sentirsi tutti a casa», anche nelle parti più lontane del mondo (perché escluse, marginalizzate).

Occorre sostenere ogni iniziativa che miri a far crescere il sentimento di appartenenza all’umanità e di partecipazione alla sua storia, al suo divenire. La Terra è piccola, è una casa comune a tutti. Da qui, le campagne per la cittadinanza universale plurale. Nessuno è clandestino sulla Terra. Questa è anche la lezione da tirare dal primo sciopero globale delle donne. Gli scioperi globali sono delle forme avanzate di partecipazione e di democrazia mondiale da valorizzare e moltiplicare. L’umanità non deve più avere frontiere che dividono ed escludono. I governi costruttori di muri per dividere le comunità umane e i popoli sono dei ladri di vita. E’ urgente sostenere le campagne di boicottaggio dei prodotti e servizi dei loro Paesi, cosi come le operazioni di pace non violente che sostengono le azioni di resistenza delle popolazioni oppresse; non v’è nessuna «Carta della Terra» né «Carta dell’Umanità» possibile se non si mette fine alle spese militari.

L’Europa deve prendere il cammino della demilitarizzazione e della promozione di una concezione della difesa civile. Obiettivo difficile ma occorre intensificare la pressione affinché nuovi passi decisivi siano fatti sulla via del disarmo generale. A tal fine, tra l’altro, moltiplicare le reti di scuole «locali» della pace; sosteniamo le campagne «nazionali» ed internazionali miranti alla messa fuorilegge dei paradisi fiscali dove i mercanti ed i signori odierni portano i loro capitali per, legalmente, non pagare le tasse andando cosi contro la giustizia fiscale. L’OCSE deve cessare di trovare scuse per non avanzare su questa direzione, ed è tempo che il Parlamento europeo abbandoni indugi ed esitazioni ed imponga alla Commissione europea una presa di posizione ferma e chiara sulla questione; denunciare in una lista nera mondiale le imprese farmaceutiche ed associate che non «inventano» e producono i farmaci contro le varie forme di cancro per gli ammalati in India, in Africa, in America latina, nel Sud-est asiatico, ma principalmente per i pazienti occidentali che possono pagarne il prezzo (caso della Bayer riguardo il farmaco contro il cancro dei reni e del fegato); lanciare una petizione internazionale affinché la Corte suprema degli Stati Uniti cancelli la legalizzazione da essa autorizzata nel 1980 dell’appropriazione privata del vivente (geni, specie vegetali ed animali, microbi, semi…) a scopo di lucro promuovendo cosi la mercificazione e la privatizzazione dei beni e dei servizi essenziali per la vita.

Lo stesso è da fare nei confronti dell’Unione europea che ha seguito nel 1998 l’esempio della Corte Suprema americana; campagne di denuncia e di sensibilizzazione contro le scelte a livello europeo (Unione europea) ed internazionale/mondiale (OCSE, Banca Mondiale, ONU Rio+20) in favore della monetarizzazione e bancarizzazione della natura; l’ONU, l’OIT e l’UNICF devono proporre di mettere subito al bando le pratiche di sfruttamento del lavoro, soprattutto infantile, e le guerre «locali» per l’accaparramento e l’uso di minerali quali il coltan nel Congo, di grande importanza per i prodotti chiave delle industrie informatiche (tipo Apple, Microsoft, Samsung, Nokia, Facebook…) e di altri minerali di rilevanza strategica industriale e militare; interdizione per le imprese private quotate in borsa di far parte di consigli di amministrazione di ospedali, università, istituti di ricerca pubblici, mezzi d’informazione e di comunicazione pubblici, imprese di servizi collettivi pubblici. Azioni di apertura ai nuovi pensieri derivanti dal vivere insieme nella casa comune Terra; promozione di dispositivi aperti, accessibili ai cittadini, per la lotta contro il monopolio/oligopolio nel campo dell’informazione e dei media. 

Firmatari 

Hanno partecipato all’incontro: 

Riccardo Petrella, professore emerito Università Lovanio (Belgio) 

Luis Infanti de la Mora, Aysen (Cile) 

Anibal Faccendini, avvocato, Rosario (Argentina) 

Luca Cecchi, Associazione Monastero del Bene Comune 

Paola Libanti, Associazione Monastero del Bene Comune 

Silvano Nicoletto, Associazione Monastero del Bene Comune 

Alberto Razzi, Anna Caruso, Anne Rondelet, casalinga, Bruxelles (Belgio), Anton Auer, sindacalista ecologista, Antonio Morreale, Arianna Ruzza, Carla Maria Ruffini, professore università Reggio Emilia, Clara e Sergio Castioni, librai, Claudio Zanelli, Clorinda Turri, Cristiana Spinedi, insegnante, Lugano (Svizzera), Cristina Quintavalla, professoressa, Cristina Santolin, Daniele Todesco, Daria Leonardi, Diego Forlin, pensionato delle ferrovie, Emanuele Michelon, Eugenio Melandri, Flavio Campagnola, Francesca De Vecchi, Francesca Pavanello, Francesco Barone, Francesco Comina, giornalista, scrittore, Gabriella Giometti, Gianni Lanzinger, Giorgio Davese, Giovanna Ferrarini, Gildo Pittoni, imprenditore, Giovanni Caliari, Giuseppe Ussoli, Leopoldo Salmaso, Marco Danielon, Margherita Romanelli, Maria Fazion, Maria Cristina Mazzola, Maria Grazia Sancassani, Maria Giuseppina Scala, Marinella Nasoni, ex-operaia sindacalista, Marino Ruzzenenti, Mario Agostinelli, Massimiliano Di Giuseppe, Mimmi e Renato, Nicola Perrone, associazionismo civile, Nicoletta Makovec, Paolo Cacciari, ecologista, Paolo e Luisa Bottura, Paolo Ferrari, medico, Comunità di base, Pasquale Saturni, Piergiorgio Todeschini, Raffaello Zordan, giornalista, Renzo Tonin, Riccarda Castaldini, Riccardo Pitacco, Roberto D’Ambrogio, architetto, Rossella e Gianni Ferlini, agricoltori, Rossella Stevanella, Sabrina Michelotti, Sandro Bonardi, archeologo, Sergio Agostinelli, Silvana Verzini, Speranza Gandolfi, Umberto Bazzanella, Valeria Ganzaroli.

Hanno aderito dopo l’incontro:

Consiglia Salvio, Coordinamento campano acqua bene comune, Cristina Bertelli, saggista, innovazione sociale, Parigi (France), Guido Barbera, associazionismo civile, Maurizio Montalto, avvocato, Sergio Caserta, giornalista, Vittorio Capecchi, professore emerito università Bologna.

Share →