La bocciatura del decreto Salvini da parte della Corte Suprema di Cassazione.
Si tratta della prima sberla sonante ricevuta dal Barbaro. Il diritto di asilo deve essere nuovamente rispettato in Italia.  Domandiamo al ministro dell’educazione che la sentenza sia letta a partire  dalla settimana prossima, in tutte le scuole della Repubblica.
Con la bocciatura del decreto Salvini, la Corte di Cassazione, che è al vertice della giurisdizione ordinaria e la cui funzione principale è di assicurare “l’esatta osservanza e l’uniforme interpretazione della legge, l’unità del diritto oggettivo nazionale…..”, ha riaffermato la dignità della Repubblica italiana e confermato che la barbarie della disumanità rappresentata dal ministro degli interni, e vicepremier (!), non può prevalere sui principi  costituzionali né sui diritti umani universali  garantiti dallo Stato di diritto. Qualora  il Barbaro dovesse affermare che i giudici non sono eletti mentre lui lo è e, pertanto secondo lui, risponde solo al popolo, come ha già sostenuto in altre occasioni, il Parlamento italiano dovrebbe immediatamente  approvare la sua messa in stato di accusa.
Riccardo Petrella,  Bruxelles, 13 marzo 2019
La notizia di oggi.
Le nuove norme restrittive sulla protezione umanitaria varate dal decreto sicurezza non possono essere applicate alle domande che sono state presentate prima del 5 ottobre 2018, data di approvazione del decreto. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con una sentenza depositata oggi che potrebbe allungare di molto i reali effetti del decreto sicurezza sulla protezione umanitaria visto che la maggior parte delle domande che sono state esaminate ( e respinte) in questi mesi dalle Commissioni d’asilo sono state tutte presentate prima di ottobre. Sono più di 23.000 i migranti che negli ultimi quattro mesi si sono visti negare qualsiasi tipo di protezione in applicazione della legge Salvini e ora è prevedibile una pioggia di ricorsi.
Share →