La guerra non risolve nulla, di nulla.

Essa è solo una grande azione collettiva deliberata di distruzione della vita.

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In tutta Europa, in questi giorni, le televisioni, le radio, i giornali, hanno parlato e parleranno del centenario della fine della “prima” guerra mondiale. E non mancano evidentemente le descrizioni, le foto, i documentari, i ricordi strazianti, del macello umano, dei morti a milioni, degli handicappati, delle distruzioni dei villaggi, di città intere, della devastazione delle campagne, dalle sciagure provocate dalle mine ancora molti anni dopo, delle atrocità commesse.

Questa immensa memoria e rievocazione di fatti mostruosi per opera umana ha confermato, se c’era bisogno, che la guerra non risolve nulla, di nulla. La guerra è solo una grande azione collettiva deliberata di distruzione.

“Non più guerra” proclamarono allora decine e decine di milioni di europei. Sappiamo come andò. Di nuovo, “mai più guerra” fu il grido di centinaia di milioni di esseri umani in tutto il mondo dopo le carneficine e gli olocausti mondiali della “seconda” guerra mondiale. Anch’essa fu un’azione colletiva colossale di distruzione, voluta.

I criminali di guerra (potenziali?) che stanno preparando la “terza” (e ultima?) guerra mondiale sono al lavoro da tempo, nel Medio Oriente come in Africa, in America latina come in Asia e persino in Europa. Li conosciamo, li vediamo ogni giorno, molti sono al comando di governi. I più noti e popolari sono, oggi, Trump, Orban, Salvini, Netanayou, cui si è aggiunto da poco Bolsonaro. V’è anche un certo Macron il cui sogno politico a lui più caro, da presidente della Repubblica e capo supremo delle forze armate francesi, è la creazione dell’esercito europeo su cui la Francia avrebbe un grande potere. Sono i dirigenti europei che con arroganza impongono dogmaticamente l’austerità affermando che l’Europa unita è unicamente il mercato unico e la moneta unica e le loro “leggi”. Sono i membri del governo indiano che hanno speso miliardi per costruire la prima portaerei indiana a trazione nucleare (per navigare sull’oceano “Pacifico”, per attaccare chi?) allorché più di 700 milioni d’Indiani sono miseramente impoveriti. Sono le imprese ed organizzazioni (centri di ricerca universitari inclusi) che continuano a farsi finanziare dai bilancio pubblico le ricerche sofisticate per migliorare la potenza distruttrice delle armi, allorché i poteri pubblici dovrebbero mettere fuori legge la produzione delle armi e quindi il loro commercio e fare del disarmo generale il loro obiettivo principale. delle armi. Sono, infine, ma la lista è molto più lunga, quelli che creano e predicano l’odio, il rigetto dell’altro (i talebani ed i dijhaisti islamisti a) come i petromonarchi della penisola araba che finanziano le guerre intestine di potere mascherate da “guerre sante”), e b) quelli che erigono muri e frontiere nei confronti dei migranti e dei “poveracci” pur accettando o predicando la ” libera” competitività guerriera economica su scala mondiale per la supremazia e la sopravvivenza dei più forti.

A tal fine, propongo che invece di stabilire ogni anno l’indice mondiale di competitività delle imprese, dei paesi, delle università, dei licei, dei musei, delle località turistiche, dei programmi televisivi, .si creino in ogni paese dei centri pubblici d’iniziativa cittadina di analisi e d’informazione il cui compito sarà di determinare e allertare, sulla base di criteri rigorosi stabiliti di comune accordo tra gli specialisti di tutte le università desiderose di partecipare al progetto), “l’indice guerriero mondiale ” annuale. L’indice determinerebbe una misura della contribuzione alla creazione dei fattori che alimentano i processi potenziali di guerra. La figura pubblica avente responsabilità di rilievo in campi d’importanza strategica per il vivere insieme, l’istituzione, l’organismo, il paese che raggiungerebbe la zona rossa dell’indice dovrebbe essere denunciato come “pericolo pubblico mondiale” e processato dal tribunale internazionale dei crimini contro l’umanità.

Riccardo Petrella, autore del libro “In nome dell’umanità”, e promotore iniziale dell’Agora degli abitanti della Terra

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