La maniera di vedere l’essere umano, l’altro, divide. Le concezioni capitalistiche uniscono nella guerra agli altri.

La caduta del governo belga.

Dopo più di quattro anni al potere, il governo federale belga, fondato su una maggioranza relativamente spuria tra i liberali/liberisti e cristiano-sociali valloni e fiamminghi e, in posizione di forza, i nazionalisti fiamminghi di stampo xenofobo, anti immigrati, etnopopulisti, è caduto a seguito del ritiro dal governo dei nazionalisti fiamminghi. La ragione profonda è stata data dalla questione immigrati. I partiti “moderati” dei liberali e dei cristiano-sociali dai cui ranghi proveniva il primo ministro (il liberale francofono Charles Michel) hanno deciso di approvare il Patto Migranti proposto dall’ONU, contro la netta opposizione dei nazionalisti fiamminghi. Da qui la rottura. L’occasione ladra è stata la prossimità delle elezioni europee di maggio 2019.

Insegnamenti?

Primo, come in Italia, in Polonia, in Ungheria, nella Cechia, in Serbia, in Inghilterra, … i nazional-fascisti razzisti intendono fare della questione immigrati il loro cavallo di battaglia per “conquistare” il potere in seno e a livello dell’Unione europea, e poi smantellare quel poco di Unità europea che l’Unione europea rappresenta in modo inadeguato e malcostruito.

Secondo, la loro battaglia “contro l’Europa di Bruxelles” non è contro l’Europa attuale, fondata sui principi dell’economia capitalista di mercato e finanziaria, ma contro una oligarchia europea-globale dominata dalle oligarchie nazionali-globali più forti per rivendicare, invece, una “sovranità” (mistificatrice per il popolo) delle oligarchie nazionali-globalizzate (vedi caso austriaco).

Terzo, in effetti la principale linea di demarcazione tra i liberali e cristiano sociali e i neo-nazionalisti non si manifesta in materia di politica economica e sociale. Le differenze esistono, ma queste non conducono i due campi a farsi la guerra, le concezioni capitalistiche finanziarie e di mercato non essendo sostanzialmente opposte. Si pensi anche alla scellerata esperienza nazista e fascista Le concezioni etico-morali riguardo la vita e i rapporti tra gli esseri umani possono invece, anche se non sempre, essere fonte di divergenze profonde. È incoraggiante constatarlo. È chiaro, però, che un governo dominato da una visione etno-stato-centrica razzista, xenofoba e capitalistica alla Trump o alla Orban, di cui Salvini è un “fortunato” seguace, non potrà mai cambiare la sua politica distruttrice della vita, perché sarà sempre una politica della violenza della sopraffazione e del rigetto degli altri.

 

Riccardo Petrella,

Sezano, 9 dicembre 2018

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