La notte della in-dignità: a proposito della nuova legge sul lavoro.

A dire il vero non credevo che avrebbero sconfessato cosi apertamente le promesse fatte.

 

Mercoledì 1°agosto, in pieno giorno a Roma, Montecitorio, la Camera dei deputati è stata invasa da una notte buia buia, un’oscurità profonda, senza alcun spiraglio di luce in prospettiva. Una brutta notte dove  si è spenta la credibilità del M5S, si è accumulato il nerume  dell’ipocrisia del PD e di Forza Italia e la spregiudicatezza cinica della Lega.

La luce si chiamava, da un lato,  ripristino dell’art.18 dello statuto dei lavoratori, approvato nel 1970 e stravolto nel 2015 dal governo  Monti. L’art.18 tutelava realmente i lavoratori dipendenti in caso di licenziamento illegittimo, ingiusto e discriminatorio e, dall’altro, abolizione dei vouchers, condannati con forza dal M5S durante la campagna elettorale come forma effettiva di nuova schiavitù dei lavoratori. :Ebbene, la legge approvata a grande maggioranza dal parlamento non ha ripristinato l’art.18 né abolito i vouchers (anzi ha allargato i settori di utilizzo di quest’ultimi) . Questi i fatti.

E’ difficile non indignarsi di fronte  a siffatta manifestazione d’indignità.

Come è stato possibile? Perché?

Trasformismo politico? Inconsistenza delle concezioni politiche e sociali dei nuovi governanti pubblici? Miseria della cultura civica e della pratica politica dei nuovi vincitori ? Certo, anche questo.

A mio parere, però, le cause della notte dell’in-dignità risiedono nel fatto che la generazione attuale dei dirigenti politici, economici e sociali in Italia –  in particolare quelli della Lega e, in parte, del M5S così come quelli del mondo imprenditoriale aggressivo e, anche sindacale –  è cresciuta ed è stata formata (difficile dire educata) senza aver maturato alcun senso dello Stato dei diritti, né senso della comunità del vivere insieme.

I loro maestri e esempi sono stati personaggi tipo Berlusconi (e la sua armata di colonnelli/colonnelle), Bossi, Calderoli (che Dio ci scampi e liberi dei loro copioni) e, più di recente, Renzi (il rottamatore moderno pseudo-giustiziere), tutti, chi più e chi meno (o altro), egocentrici, arroganti, incolti, autoritari, violenti non solo nel linguaggio (per di più molto volgare da straccivendoli, con tutto il rispetto a questi dovuto. Uno dei miei zii acquisiti è stato straccivendolo del quartiere di San Frediano a Firenze), sbruffoni, corruttori e corrotti, cinici nella promozione e difesa dei loro poteri ed interessi personali. I nuovi governanti sono inoltre giunti al potere nell’era dello strapotere iniquo ed ingiuriose delle grandi oligarchie economiche e finanziarie europee che da più di venti anni hanno imposto una macelleria sociale su vasta scala sull’altare dell’efficienza del capitale e del loro arricchimento e che hanno trovato in Trump un campione mondiale vincente del suprematismo dei bianchi, del razzismo, della xenofobia e della mistificazione e trasfigurazione della verità in menzogna.

Così con la notte dell’indignità, il parlamento italiano ha celebrato, un’altra volta, la notte della lacerazione dello Stato di diritto e del vivere insieme, proprio nell’anno del 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani. Lo dico con tristezza e senza  astio nei confronti degli amici grillini con i quali tra gli anni 2008 e 2013  abbiamo dato luce alla seconda stella del M5S, quella dell’acqua pubblica.

Riccardo Petrella, Sezano, 3 agosto 2018.

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