Per sradicare la rabbia serve più umanità.

L’attentato di Strasburgo e la reazione all’Agorà degli abitanti della Terra.

Al summit veronese di Sezano dura condanna della violenza terroristica. Ma no ad una risposta violenta e all’odio. Petrella: “La chiusura nazionalista e sovranista collegata all’ingiustizia sociale e alla propaganda xenofoba. non è la soluzione ma è in realtà la causa dei processi disgregativi e alimentatori dell’odio e del rancore sociale”.

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Inizia domani la prima Agorà degli abitanti della Terra. Duecento persone, attive nella campagna “L’audacia nel nome dell’umanità”, lanciata un anno fa dall’economista italo-belga Riccardo Petrella, si ritroveranno al Monastero del bene comune di Sezano (VR) per dibattere sui problemi del mondo e approvare la “Carta dell’umanità” che dia fondamento giuridico all’umanità come collettività dei viventi. Fra partecipanti ci sono anche molti attivisti, educatori e pedagogisti

L’atto terroristico di Strasburgo ha spaventato e indignato i relatori che si preparano per i lavori dell’Agorà. L’anima del summit, Riccardo Petrella, reagisce con parole di condanna all’ennesimo atto di terrorismo e di paura portato nel cuore dell’Europa, davanti ai palazzi del Parlamento europeo: “Un fatto gravissimo – afferma – da deprecare sotto ogni punto di vista. Ma allo stesso modo quest’atto rivela quanto sia miope pensare di chiudere gli stati dentro fortezze sovraniste e nazionaliste rigettando gli altri. Da quanto si apprende dalla stampa il presunto attentatore è nato e cresciuto in Francia. E’ quindi pretestuoso e fuorviante parlare di “porti e porte” da sigillare. Io credo che sia proprio il contrario, ossia sono proprio le politiche di chiusura e di alimentazione dell’odio contro gli stranieri all’origine dei processi disgregativi delle società e a fomentare rancore”.

L’educatore brasiliano Marcos Arruda si è più volte occupato di personalità ferite dalla violenza: “Mi piacerebbe scandagliare la psiche del killer di Strasburgo per capire la causa che scatena tanta rabbia verso innocenti. Spesso si tratta di vite infarcite di violenza, risentimento e odio verso società che disprezzano e da cui in molti casi sono stati emarginati. Reagire alla violenza con la violenza significa alimentare una spirale senza fine. Perciò abbiamo bisogno di utilizzare nuove strategie di tipo nonviolento ed evitare che il rancore covato per lungo tempo all’interno di personalità problematiche si esacerbi e si sfoghi attraverso questi atti disumani”.

Ufficio stampa

Monastero del Bene Comune – Sezano (VR)

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