Le dimissioni del Barbaro. Non cessiamo di domandarle 

Riccardo Petrella

Il Barbaro non si dimetterà, anche se le sue decisioni riguardo i naufragi della Diciotti e tutto ciò che ha fatto finora sono clamorosamente illegali, perché contrarie ai dettami della Costituzione italiana che, come ogni altro ministro, il Barbaro ha giurato di rispettare.
Non si dimetterà perché non crede per un fico secco nella Costituzione, crede solo alle sue scelte razziste, xenofobe, anti-diritti umani. Il Barbaro non si dimetterà anche perché il M5S non lo spingerà a farlo provocando la caduta del governo, anzi lo difenderà.

Non si dimetterà perché attualmente la maggioranza degli Italiani è favorevole alle sue scelte. Mai come oggi vale lo slogan di grande efficacia politica populista, lanciato dal Barbaro: “Porti chiusi ma cuori aperti”. Come per il Barbaro, “i cuori aperti” della maggioranza che lo sostiene sono di pietra.
Dobbiamo continuare ad utilizzare con tutti i mezzi le leggi nazionali ed il diritto internazionale che consentono di sbriciolare la legittimità politica ed umana del Barbaro sul piano della legalità.
Continuiamo a moltiplicare le iniziative come quelle di Catania (fra le ultime), le denunce, le querele, i dossier in favore delle dimissioni e della sfiducia personale del Barbaro. Il Diritto e la Giustizia vinceranno.

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