Le donne e le lotte per dare al mondo dei nuovi cammini di storia.

Riccardo Petrella

Già in altre occasioni ho evidenziato in questa pagina Fb che le donne – in particolare  d’Africa, d’Asia e d’America latina – costituiscono oggi uno, se non il principale, gruppo sociale mondiale capace di operare e condurre i popoli della Terra a  realizzare i grandi mutamenti di epoca e di sistema necessari per dare al mondo ed al divenire della vita cammini più sicuri, pacifici,  durevoli, giusti,  amorevoli, … È necessario però che le protagoniste delle loro proposte e scelte siano le donne stesse in rivolta, in lotta, attive in opposizione al mondo dominante e non come  è successo nei giorni 1-3 ottobre al vertice mondiale del  G20 delle donne rurali a Buenos Aires.

Ricordiamo che il G20 è lo strumento d’incontri mondiali regolari tra i ministri delle finanze ed i governatori delle banche centrali dei 19 paesi più “industrializzati” al mondo (+ l’Unione europea), in occasione dei quali sono esaminati anche temi più generali di attualità.   Non solo all’incontro del G20 sono state assenti le donne di tutti i popoli indigeni della Terra ma la stampa argentina ha segnalato che i lavori dei panels del G20 sono stati dominati dai rappresentanti, in maggioranza uomini, dei governi, delle agenzie specializzate dell’ONU e delle grandi imprese multinazionali dell’agricoltura, dell’agrochimica e dell’agrofarmaceutica che, guarda caso, sono “i padroni” della Terra (grazie alle migliaia di brevetti proprietari sul vivente da loro posseduti).

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