L’ennesimo rogo (dopo la tragedia di Grenfell, UK) in nome dell’austerità.
Alcuni passaggi estratti dall’articolo di Michele Revelli:
“L’incendio che ha colpito Grenfell ha causato realisticamente la morte di più di 80 persone, dichiarano le fonti ufficiali, sebbene ne siano state identificate solamente 34……”
L’incendio di Grenfell non è frutto del caso, da anni ormai venivano segnalate al governo le irregolarità della torre, e già dal 2014 esperti di sicurezza edilizia avvisavano il governo che il materiale isolante scelto non avrebbe scongiurato una tragedia del genere. Ciò nonostante il precedente governo, di cui Theresa May era ministro dell’interno, aveva fatto orecchie da mercante,
“Sembra che per non aumentare la spesa pubblica i governi siano disposti a pagare il prezzo del pareggio di bilancio anche con le vite dei loro cittadini, quelli poveri che sia chiaro, fedeli al principio che toccare il portafogli di un ricco comporti un danno per tutti, mentre il sacrificio di un povero comporti un danno solo per il singolo, … L’obbiettivo di ridurre la spesa pubblica il più possibile non ha solo causato il disastro della Grenfell Tower ma ha anche fatto sì che settori fondamentali della società come sanità sicurezza ed istruzione, stiano oggi passando un periodo di crisi profonda per i pochi fondi ricevuti.
A proposito dei tagli alla scuola pubblica:
” a seguito dell’immenso numero di lettere di protesta inviate al governo da insegnanti e presidi, per le condizioni disastrose in cui si trova la scuola pubblica inglese (per i troppi tagli applicati negli anni), (la Greening, ministro dell’educazione), in questi giorni è stata costretta a promettere un aumento ai fondi destinati all’istruzione, così che anche coloro i quali non possono permettersi di pagare una scuola privata abbiano la possibilità di ricevere un’educazione adeguata”
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Che cecità perversa quella dei tanti dirigenti politici ed economici europei che da più di venti anni hanno sfigurato e distrutto la giustizia sociale in Europa in  nome della “grande inquisizione” chiamata “Austerità”.  
Riccardo Petrella 
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