Anche l’opportunismo realpolitik ha dei limiti oltre i quali non v’è più decenza, ma solo pragmatismo cinico. A questi limiti il presidente francese Macron non ha dato alcuna importanza a proposito della visita al presidente degli Stati Uniti. Legittimare politicamente un personaggio come Trump, con ossequi, strette di mano ed abbracci calorosi, e soprattutto discorsi miranti ad insistere sulle convergenze, è chiaramente inaccettabile.

Quasi per cercare di mascherare il loro disagio, i media francesi hanno «giustificato» l’agire di Macron in nome del «pragmatismo». Facile alibi. In realtà, alcuni giorni prima il presidente francese, senza nemmeno «informare» l’Assemblea nazionale che invece avrebbe dovuto coinvolgere nella decisione, e senza neppure consultarsi con i «partner» europei (esiste un’Unione europea, no? Ma a cosa serve?), ha deciso di inviare i caccia francesi per partecipare ai bombardamenti in Siria. Nessuno gli ha chiesto di farlo, nemmeno Trump. Ma ha fatto esattamente come Trump che, prima di lui, unilateralmente, ha ordinato alla Air Army di bombardare la Siria ancora prima che la Commissione dell’ONU potesse verificare la veridicità dell’uso di armi chimiche.

É straordinario come oramai le potenze militari mondiali giochino realmente alla guerra come se stessero giocando una partita di «Star Wars» fregandosene manifestamente della vita degli esseri umani, delle vittime, dei senza tetto, senza ospedali, senza acqua. Allo stato attuale, non sorprenderebbe se il Belgio inviasse alcuni suoi F35 in Siria solo perché, come già affermato da un rappresentante del governo belga, è nell’interesse del paese essere presente sul piano militare in Medio oriente.

La realtà è che l’incontro tra Macron e Trump riflette una convergenza di visioni del mondo e una corrispondenza di interessi strategici forti sul piano militare, economico e sociale. Al di la degli stili, Macron ha una concezione altrettanto militarizzata ed imperiale del mondo, quindi della potenza francese, come Trump la ha della potenza americana. Macron è il leader europeo che più degli altri sostiene e spinge verso la creazione di un esercito europeo e di una politica integrata europea, detta, ipocritamente, di «difesa». Da chi e da quale attacco doveva difendersi la Francia decidendo di bombardare la Siria? Dalla Russia?

Le affinità con Trump si ritrovano anche sul piano sociale. Vedasi la riforma del lavoro imposta alla Francia, ancora una volta esautorando l’Assemblea nazionale e contro la volontà della maggioranza dei cittadini. E che dire della riforma proposta mirante alla riduzione del ruolo e dell’autonomia del Parlamento francese? Anche Trump non fa che parlare male del ruolo del Congresso, della magistratura e dei media. La grande cordialità dell’incontro e dei risultati non è stata dovuta al pragmatismo ma alla sua forma cinica, quella dell’opportunismo convergente tra due potenze.

Riccardo Petrella

Bruxelles, 26 aprile 2018

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