Ma dov’è il diritto all’acqua? Via i barbari del “prima noi”

Appello per l’acqua del 15 dicembre prossimo. La vita è un diritto di tutti. Via i barbari del “prima noi”

Fra 20 giorni, il mondo “celebrerà” (?) il 70° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, anche in Italia. Ed è proprio, anche in Italia, da chiedersi: cosa si celebrerà? Quali diritti? I diritti di chi?

Pensiamo all’acqua. Nel mondo ci sono ancora quasi 4 miliardi (4.000.000.000) di esseri umani che non possono disporre su basi sufficienti, regolari e continue di acqua potabile in quantità e qualità necessarie per la vita. Senza acqua non c’è vita. Ora, In Italia, per avere l’acqua potabile bisogna pagare un prezzo detto “abbordabile” altrimenti “tagliano l’acqua”? Ma che diritto è? La tariffa dell’acqua potabile non ha fatto che aumentare, quasi quadruplicata negli ultimi anni, e cosi sono aumentati i dividenti distribuiti agli azionisti delle imprese idriche quotate in Borsa (Acea, Hera, Iren, …), ma non i livelli di qualità delle acque nostrane (a questo proposito l’Italia è stata sanzionata dall’Europa). Gli erbicidi tossici (fra i quali il malfamato glifosato) e i vari PFAS (contaminanti perturbatori) continuano ad inquinare la salute degli Italiani, specie nel Nord Italia detto sviluppato e ricco.

Il prossimo 15 dicembre sera , nel quadro dell’Agora degli Abitanti della Terra, contiamo di proclamare “L’appello per l’acqua. La vita è un diritto di tutti. Via i barbari del “prima noi”

L’acqua – come la terra, i semi, le piante, gli animali, gli esseri umani – fa parte della grande comunità della vita sulla Terra. In una prospettiva umana, solo i principi unificanti di responsabilità collettiva, cooperazione, sicurezza comune, condivisione, solidarietà, tolleranza, non violenza, libertà comune, consentiranno agli 8 miliardi di persone che abitato la Terra di “vivere bene ed insieme” senza conflitti distruttivi. Non dobbiamo affidare il potere di guidare il futuro del mondo e della vita sulla Terra ai promotori dei meccanismi di rivalità e di esclusione, alle logiche di dominio e di predazione, ai processi di appropriazione/esproprio della vita da parte di oligarchie al servizio dei loro interessi. In quanto abitanti della Terra, e non padroni, dobbiamo lottare affinché l’acqua e il diritto alla vita siano liberati dalla morsa mortale della potenza cieca del mercato, della distruzione del valore della vita da parte della finanza privata speculativa, del rigetto e dell’odio verso l’altro alimentato dai sovranismi assoluti “nazionali” produttori di violenza e di guerra. L’acqua deve diventare energia di pace e fonte di fraternità.

 

Riccardo Petrella

Sezano, 19 novembre 2018

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