MACRON, IL POLITICO CORRETTO.

Riccardo Petrella

Il più giovane presidente eletto della Francia della Quinta Repubblica è il tipo di politico che le oligarchie francesi, europee e mondiali tecno-finanziarie considerano il più appropriato.

Oggi il sistema politico è sempre più fondato sulla privatizzazione del potere politico, cioè il trasferimento, voluto ed imposto dalle classi dirigenti dei nostri Stati, del potere pubblico di decisione in materia di allocazione degli investimenti (finanza) e del loro uso (innovazione tecnologica e attività “industriali”) a soggetti privati, in particolare ai soggetti chiave della finanza e della tecnocrazia dominanti. In detto contesto, marcato per l’appunto dalla privatizzazione della moneta, delle casse di risparmio, delle banche popolari, delle banche di credito e delle assicurazioni, oltreché dalla mercatizzazione di tutti i beni e servizi pubblici essenziali per la vita, Macron è il tipo di politico giusto al momento giusto.

Macron lo dice senza ambiguità, egli crede anzitutto nel potere regolatore primario della finanza e del mercato (e non dello Stato). Apertamente dichiara la sua preferenza al pragmatismo e alla necessità di dimostrare la finanziabilità di quasiasi progetto pubblico dello Stato, di una città, di un comune, di un ente responsabile della sicurezza sociale o dell’occupazione, della lotta contro la degradazione, ambientale,o di misure per un’altra educazione/scuola. Ciò piace enormemente e a tutti “coloro che stanno bene” ed ai soggetti (banche, imprese, mercati finanziari) detentori del potere politico. La finanziabilità dei programmi e dei progetti significa che la Francia di Macron darà la priorità unicamente ai programmi che saranno considerati credibili, fattibili, interessanti, innovatori in funzione dell’indice di redditività (il famoso ROI o RONA). In caso contrario, saranno considerati uno spreco delle risorse vive del paese, un uso sragionevole ed inefficente, un costo inaccettabile per il capitale e la collettività (considerata capitale).

Domenica sera Macron ha riaffermato che la sua priorità è difendere la Francia e l’Europa, cioè gli interessi dei gruppi sociali francesi più forti (“First France”) ed europei (continentali in particolare). L’elezione di Macron è stata osannata dai mercati finanziari, dai leader “poltitici” della Germania, dell’Olanda, della Spagna, dell’Italia perché, stimano, è un politico concreto, realista, tecnicamente ben formato, che non fa promesse ma cerca di negoziare le cose da fare, e cioé quelle che possono essere fatte nel senso che possono essere finanziabili dal sistema attuale.

Ridare fiducia e speranza è il motto professato da Macron. Esso è una ventata di ossigeno per un sistema economico in crisi, per le oligarchie che sono state capaci unicamente di fare violenza economica e sociale, di promuovere le guerre , di rinforzare le logiche di rivalità in seno all’Unione europea e, in generale, di provocare la disintegrazione dell’Europa. Una nuova fonte di legittimità per continuare ad investire nella potenza militare della Francia e iniziare la militarizzazione del nucleo centrale dell’Unione europea, sempre più invocata dalle classi dirigenti dell’UE.

Certuni considereranno le osservazioni di cui sopra ingiuste e ingenerose nei confronti del nuovo presidente francese. Si dirà che non tengono conto del fatto che Macron è un “politico nuovo” perchè non ideologicizzato, sostenitore sì del regime capitalista, ma con una dose di orientamento sociale liberal-progressista. Cioé, Macron è un politico che nasce dalla storia recente del “blocco sociale centrale europeo” rappresentato dalla convergenza tra le forze cristiano-sociali e le forze social-democratiche progressiste.

Anch’io penso che sia corretto di affermare che Macron sia l’espressione giovane, brillante, attuale di detto blocco sociale europeo. Ed è proprio per questo che, penso, dobbiamo essere molto preoccupati: l’alleanza intervenuta in seno al blocco sociale centrale europeo è precisamente all’origine della devastazione sociale ed economica dell’Europa nel corso degli ultimi trentanni, della sua disintegrazione politica, dell’indebolimento della democrazia rappresentativa europea, della spinta recente alla sua militarizzazione, e della sua sottomissione alle oligarchie europee tecno finanziarie.

Sarà istruttivo conoscere i risultati delle elezioni politiche per meglio precisare e valutare la portata politica della presidenza Macron nei prossimi anni sul piano nazionale francese ed europeo.

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