I parlamenti nazionali dell’UE non possono accettare che i poteri degli Stati siano considerati pezze stracce di fronte al potere delle imprese e dei fondi d’investimento.

Riccardo Petrella

Sin dall’inizio, noi della DIP abbiamo preso posizione contro il CETA, fratello minore e apripista del TTIP. Malgrado il rispetto che portiamo al nuovo primo ministro canadese che ha dato segni evidenti di voler demarcare il suo paese dalla sudditanza dagli Stati Uniti e dalle concezioni liberiste a 360 gradi, non possiamo che domandare ai parlamenti nazionali dell’UE – domani al parlamento italiano – impegnati nella fase dell’approvazione del trattato, di rigettare la ratifica. I poteri dei parlamenti sono sotto attacco da tutti i lati ed è già una vittoria che al livello europeo si sia riusciti a far applicare i Trattati sottomettendo la ratifica del CETA all’approvazione dei parlamenti di tutti gli stati membri UE.
C’è da sperare che il Parlamento italiano  dia l’esempio nel difendere i poteri democratici degli Stati contro il principio approvato dal trattato CETA, il quale conferisce maggior potere decisionale agli investitori privati e alle imprese sugli Stati “sovrani”. Da che parte sta il parlamento italiano? Quella del popolo da cui deriva la sua legittimità o quella degli interessi finanziari internazionali privati?
Se domani il popolo italiano sarà obbligato a constatare che il proprio parlamento abbia perso molto potere politico e responsabilità, non potrà che prendersela con la maggioranza degli attuali parlamentari europei. Saremo obbligati a non opporci al processo di approvazione di ratifica del CETA.
E’ in gioco la demo-crazia, difendiamo la Costituzione italiana! 
Vedi comunicato qui di seguito:
ROMA, 29 MAGGIO 2017 – Una valanga di tweet sul Parlamento per chiedere un NO fermo alla ratifica del CETA, l’accordo UE-Canada gemello del TTIP. È il programma di martedì 30 marzo, quando dalle 10 il presidente canadese Justin Trudeau sarà ospite alla Camera di un convegno sulle migrazioni. Per quell’ora gli attivisti della Campagna Stop TTIP Italia, insieme ai sindacati e alle organizzazioni ambientaliste, daranno vita ad un tweetstorm sul web per chiedere a deputati e senatori di prendere una posizione contraria al CETA [Ecco come partecipare].

«Il premier Trudeau viene a vendere ai nostri parlamentari un accordo tossico – dichiara Monica di Sisto, portavoce della Campagna Stop TTIP – Chi ne ha letto tutte le 1600 pagine sa bene che al suo interno vi sono gravi rischi per l’agricoltura, il Made in Italy, i servizi pubblici, l’ambiente e l’occupazione. Il CETA, come il TTIP, è un trattato che fa della deregolamentazione obiettivo centrale: un approccio che mette il business di poche grandi imprese davanti ai diritti dei lavoratori e alla qualità dei prodotti».

L’appello è dunque ai parlamentari che, spiega Di Sisto «sono chiamati ad esprimere un giudizio determinante su questo accordo, negoziato nelle segrete stanze e poi venduto come un pacchetto chiuso e non emendabile. Di fronte alle modalità di negoziazione non trasparenti e ai rischi concreti presenti nel testo, ci aspettiamo che al momento del voto prevalga un chiaro NO al CETA. In caso contrario, le prossime elezioni saranno una Caporetto per chi avrà sostenuto accordi che violano l’interesse pubblico».Immagine incorporata 1
 
Campagna Stop TTIP ItaliaWeb – www.stop-ttip-italia.net | FB – Stop TTIP Italia | TW – @StopTTIP_Italia
Per interviste: Monica Di Ssto – 335 8426752 | Elena Mazzoni – 328 1312595
Tagged with →  
Share →