Dopo l’attribuzione del Premio Nobel per la Pace 2017 all’ICAN…

Chi sono i realisti? Certamente i tanti milioni di persone che condividono le battaglie che da anni conducono molte associazioni in favore della messa al bando delle armi nucleari, dopo quelle batteriologiche. Anzitutto, complimenti vivissimi e tanti ringraziamenti ai gruppi che compongono l’International Campaign to Abolish Nuclear Weapons che sono riusciti a far adottare dall’ONU il Trattato d’interdizione delle armi nucleari (vedi nostro post del 23/08/2017, http://www.banningpoverty.org/il-trattato-che-mette-al-bando-le-armi-nucleari-litalia-e-contro/

Il Nobel all’Ican, che in qualche modo riabilita la credibilità dei «saggi di Oslo», è un segno evidente di condanna senza mezzi termini non solo degli attuali Donald Trump e Kim Sung Un, ma soprattutto dei dirigenti degli Stati nucleari, USA in testa (seguiti da Russia, Francia, UK, Cina, Israele, e dalla quarantina di Stati loro alleati, fra cui l’Italia) che ancora negli ultimi anni hanno considerato irrealistiche, «nelle condizioni attuali» (lo hanno sempre detto da 50 anni e più), le proposte di disarmare il mondo.

Continuare a credere – ed ad imporre alla comunità degli abitanti della terra – che la militarizzazione sempre più intensa e potente del mondo sia inevitabile, normale, e che immaginare di arrestarla è irrealistico, costituisce non solo un’impostura pericolosa ma è in sé un atto di violenza criminale, operato dai potenti nei confronti del benessere e della vita di miliardi di esseri umani. Come possono continuare a considerarle condizioni realistiche, inevitabili, ed imporre tale credenza al resto dell’umanità? Come possono voler convincerci che sia accettabile che decine di milioni di persone siano morte negli ultimi trentanni (e ne moriranno altrettante nei prossimi trentanni) a causa della militarizzazione del mondo ed anche della conseguente mancanza di acqua potabile, di cure, di ospedali, di cibo, di alloggio, di energia per assenza di risorse finanziarie, in confronto a quelle annualmente dedicate all’armamento, le guerre ed ai beni di consumo delle classi agiate?

Il loro realismo per oggi e per domani è puro dominio. La loro pretesa di realismo è semplicemente cinica. La loro supposta concretezza è follia infantile. Molti dirigenti attuali dovrebbero essere portati in giudizio davanti al tribunale internazionale dei diritti umani.
Indipendentemente da ciò, è importante e urgente moltiplicare le reti di lotta cittadina come l’Ican. Lì cova l’utopia creatrice della realtà, del divenire giusto e libero del vivere insieme.

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