E’ da anni che tutti gli studi sull’immigrazione hanno dimostrato l’esistenza di un grande distacco tra la realtà e quella percepita dagli Italiani. In teoria, popolo di emigrati, gli Italiani non dovrebbero essere anti-immigrati. Eppure, negli ultimi anni sono passati dalla paura dello straniero, dell’altro (ingiustificata, ma forte) all’odio nei confronti degli stranieri, di  gente di colore, degli arabi e dei  mussulmani in particolare, manifestato con violenza da una minoranza aggressiva. Perché? A mio avviso, fra le numerose cause importanti, un ruolo preponderante è giocato dal fatto che negli ultimi quaranta anni, le popolazioni dei nostri paesi sono state educate a non credere più nell’uguaglianza o nei diritti universali fra tutti gli esseri umani, ma a credere unicamente nella propria utilità, nel proprio benessere e nei propri interessi.

Il Barbaro è nato a causa della propaganda mistificatrice opportunista ad opera dei gruppi sociali responsabili del peggioramento, di accusare lo straniero, il nemico, e soprattutto coloro che stanno peggio di loro, che sono ancora più deboli, perseguitati e sfruttati. E’ raro che la xenofobia e l’odio dell’altro si manifesti nei confronti di immigrati ricchi, possedenti, con diplomi, medici, architetti, avvocati. I dominanti sanno bene praticare l’arte di fomentare le guerre tra i poveri, gli esclusi, le vittime del loro operato.

Pertanto, allorché la situazione socio-economica si  aggrava, scatta la reazione da parte delle fasce sociali più insicure, più deboli e più sfruttate, alimentata da una massiccia politica della Troika e rappresenta una filiazione del ministro suo predecessore con la unzione del Super Barbaro mondiale Trump.

Riccardo Petrella, Bruxelles, 29 agosto 2018

 

Uno studio dell’Istituto Cattaneo rivela che l’Italia è il Paese europeo con il maggior distacco tra la percentuale reale e quella percepita

di Valentina Iorio

Gli immigrati in Italia sono il 7% (9 se consideriamo quelli provenienti da altri Paesi della stessa Unione europea), ma il 70% degli italiani crede siano circa il quadruplo. A dirlo è la ricerca dell’Istituto Cattaneo «Immigrazione in Italia: tra realtà e percezione». Secondo lo studio, tra gli europei, «gli italiani sono quelli che mostrano un maggior distacco tra la percentuale di immigrati non Ue realmente presenti nel Paese e quella percepita, pari al 25%». I Paesi in cui l’errore è di poco inferiore a quello italiano sono Portogallo, Spagna e Regno Unito. In Italia, sottolinea il report, la differenza tra la percentuale di presenze reali e quelle percepite cresce all’aumentare dell’ostilità verso gli immigrati e quindi non sarebbe solo frutto di una scarsa informazione ma anche di «pregiudizi radicati negli elettori».

IMMIGRAZIONE REALE E PERCEPITA IN EUROPA:

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Come cambia la percezione

Lo scarto è maggiore tra coloro che si definiscono di centrodestra o di destra, scende invece al di sotto della media nazionale tra coloro che si considerano di centrosinistra o di sinistra. Anche gli intervistati di sinistra, tuttavia, ritengono che gli immigrati in Italia siano più del doppio di quelli realmente presenti.

L’orientamento politico non è l’unico fattore che fa variare la distanza tra realtà e percezione. Un altro elemento da considerare è il grado di istruzione. «Per chi non è andato oltre la scuola dell’obbligo — rivela il rapporto — l’immigrazione in Italia supera il 28%, mentre tra i laureati la stima si riduce di oltre 10 punti, attestandosi al 17,9». I dati variano anche in base all’area geografica di appartenenza. Nel Nord Italia il livello di immigrazione è stimato dagli intervistati al 20% circa, mentre al Sud arriva a superare il 27. «Questo — evidenziano dall’Istituto Cattaneo — è particolarmente significativo perché contrasta completamente con la realtà». Nel Mezzogiorno, infatti, gli immigrati sono meno del 5% della popolazione, mentre nelle regioni settentrionali sono circa il 10. La distorsione dipende anche dal fatto che «i dati a disposizione dell’opinione pubblica sono spesso frammentari e presentati in maniera partigiana».

27 agosto 2018

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