Ieri è stato celebrato il “Giorno della Terra” (Earth Day). La stragrande maggioranza dei commenti e delle proposte ha ruotato attorno “bisogna cambiare”, “è tempo di cambiare i nostri comportamenti” “occorre agire insieme”.

Sono 50 anni che diciamo le stesse cose.

Da più di trent’anni abbiamo detto che ogni giorno nel mondo morivano circa 5000 bambini per malattie dovute all’esclusione di detti bambini dall’accesso all’acqua potabile. Ebbene in questi trent’anni sono morti più di 35 milioni di bambini al disotto di 6 anni per non accesso all’acqua mentre in altre parti del mondo si contaminavano centinaia e centinaia di fiumi, laghi e falde freatiche in nome della crescita economica e dell’arricchimento dei gruppi sociali già ricchi. Dagli anni 70 gli annunci, i dati, le conseguenze della devastazione della natura sono stati fatti ed analizzati con precisione e dovizia. Ogni anno centinaia di conferenze internazionali a alto livello sono state organizzate e migliaia di appelli sono stati redatti per salvare la terra. Ebbene? Non possiamo dire che i risultai siano soddisfacenti…

Non è vero che dobbiamo tutti cambiare.
Sappiamo quali sono i fattori principali dell’aggravamento della vita della Terra: Dobbiamo attaccare questi fattori per sradicarli dalla nostra storia.
Sappiamo quali sono i gruppi sociali, gli attori economici e finanziari, le politiche governative che continuano a mantenere le cause dell’aggravamento e le ragioni dell’incapacità di agire insieme. Dobbiamo lottare contro questi gruppi. Sono loro che debbono cambiare, non governare più il mondo. Sono loro i principali responsabili, le loro scelte. Non sono i 3,6 miliardi d’impoveriti che posseggono la stessa ricchezza monetaria delle otto persone più ricche al mondo che devono cambiare ma i meccanismi e le politiche che consentono ad otto persone di possedere quanto 3,6 miliardi di esseri umani.

Rinnovo la mia proposta di alcuni mesi fa. Cessiamo di celebrare i giorni, le settimane, i mesi, gli anni, i decenni di… Lottiamo contro i reali produttori dello stato mondiale attuale. con serietà e perseveranza. Sono loro che fanno le guerre, distruggono l’ambiente, scatenano l’odio fra la gente. Rivoltiamoci, resistiamo, continuiamo a batterci per la giustizia, la libertà , la dignità di tutti, l’amore della vita e della pace.

Riccardo Petrella, Bruxelles, 23 aprile 2018

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